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Tajani a Brindisi: “Tre sfide per l’Europa: immigrazione, terrorismo e crescita”

Il presidente del Parlamento europeo al seminario del Ppe: "Guardiamo all'Africa con diplomazia economica, anche con il sostegno delle Nazioni Unite. Maturi i tempi per pensare a una Fbi europea, buona la proposta di D'Attis per far arrivare a Brindisi una rete Ten-T". Al termine, il ricordo di Domenico Mennitti

BRINDISI – “A noi spetta il compito di regalare ai nostri figli un’Europa in grado di vincere tre sfide se vogliamo pensare al futuro e farli sognare: immigrazione con annesso problema dei rifugiati, terrorismo sapendo che il nostro nemico si nasconde ovunque e crescita economica. Sono le ragioni alla base della richiesta di protezione che arriva dai cittadini. Meritano risposte e dobbiamo darle”.

IL VIDEO DELL'INTERVENTO DI TAJANI

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Da Brindisi il presidente del Parlamento europeo, Antonio Tajani, rilancia l’Europea, come famiglia comune in grado di dare risposte concrete, consapevole del fatto che proprio l’Europa è reduce da sfilacciature politiche espressione di disagio che in alcuni Paesi ha avuto anche il significato di smarrimento di fronte alle emergenze e di paura, al punto da avviare percorsi inversi di chiusura e non di apertura per la creazione di sinergia. Crede nell’Europa Tajani e l’ha detto più volte nel corso del suo intervento in occasione del seminario del Ppe organizzato al Teatro Verdi dal brindisino Mauro D’Attis, vice presidente del Comitato delle Regioni. Prima di parlare, è stato mostrato un video di Brindisi: “E’ la mia città, la conosco e mi emoziono ogni volta che la vedo”.

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“I cittadini stanno dando fiducia ai partiti comunisti e se li votano, evidentemente, c’è più di qualcosa che non va e che va cambiata. In che modo? Innanzitutto la politica deve tornare a essere la protagonista, con ruolo centrale affidamento al Parlamento affiancato dal Comitato delle Regioni, al quale spetta il compito di ascoltare la voce dei cittadini. Voce che non è sempre coincidente con quella degli Stati di appartenenza. Noi crediamo nel principio di sussidiarietà”, ha detto parlando alla platea.

“Sul fronte dell’immigrazione, sottolineo che si tratta di un problema comune a tutti i Paesi dell’Unione europea, per il quale credo sia necessario guardare all’Africa: se non interveniamo ora con milioni di euro, avremo miliardi di persone che si sposteranno e allora sì che sarà un problema per i nostri sindaci e presidenti delle province e regioni. Ci sono diversi fronti aperti: la Libia, la Somalia, il Kongo, il Senegal. Per questo è necessaria diplomazia economica con il supporto delle Nazioni Unite. Fa bene Angela Merkel ad andare in Africa, scelta saggia poi è stato l’accordo con la Turchia da seguire per regolare i flussi con la Libia”.

Seminario Ppe al teatro Verdi 2-2

“Più Europa anche per il terrorismo, in collaborazione con l’intelligence: maturi sono i tempi per una Fbi europea e lo dimostra la cronaca. Basti pensare all’attentatore di Berlino, passato in Italia e ucciso qui. Loro, i terroristi, hanno una fitta rete di copertura e noi abbiamo bisogno di una controcopertura”, ha spiegato Tajani. “I foreign fighters sono spesso cittadini europei e va posta attenzione anche all’area dei Balcani, zona che rischia di diventare una polveriera. Ricordate tutti i tre del Kosovo che avevano pianificato un attentato a Venezia. Necessaria, inoltre, una Guardia costiera europea in difesa della frontiera esterna”. Tajani ha precisato un aspetto: “La nostra famiglia politica non piò voltare le spalle ai cristiani massacrati, ma deve mandare via chi non rispetta le regole”. Applauso della platea. “No al mercato dell’asilo politico, servono solidarietà e al tempo stesso serietà”.

Seminario Ppe al teatro Verdi-4

“Per la crescita economica è certamente necessario che i Paesi rimettano in sesto i conti, ma non è possibile pensare di fermarsi: il passo successivo è costituito dalla crescita, possibile nel momento in cui si avvia una solida politica industriale, nel rispetto dell’ambiente, in abbinamento con il sostegno alle piccole e medie imprese, al commercio, all’agricoltura e ai liberi professionisti. Sono indispensabili investimenti a lungo termine e credo che sia buona la proposta di D’Attis di fare arrivare a Brindisi una delle reti Ten-T”.

Tajani ha anche fatto riferimento alla necessità di realizzare un mercato unico dell’energia, di imbastire un’unione bancaria e pensare a un identico trattamento fiscale: “Assurdo il caso di Google, bene ha fatto l’Europa ad aprire una procedura di infrazione”. Anche in questo caso, la platea ha condiviso il pensiero del presidente del Parlamento europeo”.

Seminario Ppe al teatro Verdi 3-2

La conclusione: “Abbiamo bisogno tutti dell’Europa che con la sua diversità, le nostre identità, è la sfida più grande, è la nostra storia e la nostra cultura”, ha detto Tajiani. “Il re di Spagna, di recente, ha pronunciato una frase simbolica: noi spagnoli siamo europei perché siamo spagnoli, lo stesso vale per tutti aggiungo io. La nostra civiltà è iniziata dall’antica Grecia, per arrivare a Roma. Lo stesso vale per l’arte e per la musica: Beethoven lo capiamo tutti, eppure era tedesco. E’ un intreccio ed è questa la ragione del nostro continuare a stare assieme. Del resto ricordo cosa chiese al padre il primo imperatore di Roma: possono farlo io che non sono romano? Risposta: Roma sono le nostre strade, l’acquedotto, non è una questione locale, ma è un patrimonio che non possiamo abbandonare. Il Ppe ha il dovere di tenere alti questi valori di civiltà”. L’applauso. Quindi il ricordo di un “europarlamentare, un grande sindaco e prima ancora un grande uomo: il mio pensiero va a Domenico Mennitti”. Applauso finale in memoria del primo cittadino di Brindisi.

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