Domenica, 14 Luglio 2024
Cronaca

Edison, distanza dai binari: l'Autorità di sistema portuale la spunta sul Consorzio Asi

Il Tar del Lazio accoglie il ricorso dell'ente portuale e annulla due note dell'Asi sul rispetto di una distanza minima di 30 metri. Si valuta eventuale ricorso al Consiglio di Stato

BRINDISI - “I provvedimenti impugnati sono stati adottati dal Consorzio in difetto assoluto di attribuzione e sono, pertanto, nulli”. L’Autorità di sistema portuale del Mar Adriatico Meridionale la spunta sul Consorzio Asi. Il Tar del Lazio  - Terza sezione (presidente Giuseppe Sapone, estensore Marco Savi) ha accolto il ricorso dell’ente portuale contro due note dell’Asi (rispettivamente del 10 e 17 gennaio 2024) sul deposito costiero di Gnl. 

Il contenzioso riguarda la distanza che dovrebbe intercorrere fra i binari che arrivano sulla banchina di Costa Morena Est e il deposito progettato da Edison, presso il medesitmo sito. L’Asi ha chiesto il rispetto di una distanza minima di almeno 30 metri, sulla base del Dpr n. 753 del 1980, in luogo della distanza di cinque metri prevista dall’attuale progetto, autorizzato con decreto interministeriale del 22 agosto 2022. L’udienza di merito si è svolta mercoledì scorso (19 giugno). Si sono costituiti nel giudizio anche la società “Deposito Gnl Brindisi Srl” e il ministero dell’Ambiente e della sicurezza energetica, che ritiene idonea la distanza di cinque metri dalla rete ferroviaria di Rfi. 

Bocciate le eccezioni del Consorzio

L’eccezione di incompetenza territoriale del Tar Lazio sollevata dall’Asi è stata rigettata dai giudici, in quanto il progetto rientra tra le “infrastrutture di trasporto ricomprese o da ricomprendere nella.. rete nazionale di gasdotti”. Rigettate anche le eccezioni, sempre a firma del Consorzio Asi, riguardanti: l’inammissibilità dell’intervento della “Deposito Gnl Brindisi Srl”; l’inammissibilità del ricorso “in ragione della ritenuta natura non provvedimentale delle note impugnate e dell’asserito difetto di legittimazione attiva dell’Autorità di sistema portuale”.

Con le note in questione, il Consorzio avrebbe inteso “inibire l’avvio dei lavori di costruzione”. Non si sarebbe limitata, insomma, a ricordare la propria interpretazione del decreto autorizzativo, andando oltre il perimetro delle proprie competenze.

Le competenze del Consorzio

Questo sulla base delle normative che regolano le funzioni dei Consorzi di sviluppo industriale, le cui competenze sono "essenzialmente dirette all’infrastrutturazione delle aree ricadenti nel suddetto perimetro e alla fornitura di servizi alle imprese, con esclusione di attribuzioni in materia di vigilanza urbanistica ed edilizia”. 

“Quanto alla vicinanza dell’impianto alla zona retroportuale e industriale o alla presunta responsabilità che deriverebbe in capo al Consorzio in caso di incidenti – chiariscono ancora i giudici - tali circostanze certo non possono porsi all’origine di poteri autoritativi esercitabili dal Consorzio con funzione impeditiva della realizzazione dell’intervento”. 

Neppure il decreto autorizzativo interministeriale conferisce competenza al Consorzio Asi, considerato che “l’eventuale attribuzione della funzione di verifica e controllo circa l’ottemperanza di prescrizioni non può certo fondare un potere inibitorio del tipo di quello esercitato”.  Il Tar, insomma, sposa in pieno la linea dell’Autorità di sistema portuale. Ora il Consorzio, una volta studiate le 29 pagine di sentenza, potrà valutare un eventuale ricorso al Consiglio di Stato. La riserva sarà sciolta nei prossimi giorni. 

Oltre al contenzioso fra i due enti, va ricordato anche il fronte aperto dalle associazioni ambientaliste, che nei giorni scorsi hanno depositato una nota integrativa all’esposto presentato in Procura il 12 febbraio 2024. 

Rimani aggiornato sulle notizie dalla tua provincia iscrivendoti al nostro canale whatsapp: clicca qui

Si parla di

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Edison, distanza dai binari: l'Autorità di sistema portuale la spunta sul Consorzio Asi
BrindisiReport è in caricamento