Lido Canne, stop del Tar di Lecce: quest'estate niente lettini e ombrelloni

I giudici hanno dato ragione al Comune di Porto Cesareo su revoca della licenza, abusivismo e assenza di autorizzazioni

PORTO CESAREO – Fra denunce, sequestri, istanze al Tar, chiusure e riaperture, quello del Lido Canne di Porto Cesareo (Lecce), stabilimento balneare frequentato anche da numerose persone residenti in provincia di Brindisi, era stato il tormentone della scorsa estate. Con un’appendice in questa nuova estate, in cui è arrivata un’ulteriore notizia. Sono state rigettate, infatti, le istanze di sospensiva urgenti contro le ordinanze del Tar del 10 giugno scorso che avevano bloccato per quest’anno l’attività balneare, confermando così i provvedimenti del Comune di Porto Cesareo di revoca della licenza e di sospensione della concessione demaniale già adottati lo scorso anno. L’amministrazione è stata difesa in giudizio dall’avvocato Antonio Quinto.

Dopo il sequestro disposto dalla magistratura penale arriva così lo stop dei giudici amministrativi. La vicenda, come detto, risale allo scorso anno, allorquando il Comune aveva contestato al titolare dell’attività il mancato ripristino dello stato dei luoghi a seguito di un’ordinanza di demolizione di taluni lavori abusivi eseguiti nel 2014, nonché l’esercizio dell’attività di stabilimento balneare in assenza di titolo idoneo, essendo stata revocata la licenza di somministrazione. Per tali ragioni era stata sospesa anche la concessione demaniale.

Alla fine dello scorso mese di luglio il Tar di Lecce, con un decreto presidenziale, aveva sospeso in via d’urgenza i provvedimenti comunali solo per il periodo della stagione balneare. Le istanze di sospensione sono state riproposte anche quest’anno, dopo che il titolare ha provveduto alla rimozione parziale delle opere abusive, ma questa volta il Tar di Lecce, accogliendo i rilievi dell’avvocato Quinto per conto del Comune, ha rigettato le domande cautelari, evidenziando che la rimozione delle opere abusive a distanza di oltre cinque anni dall’ordinanza non riporta la struttura ad una condizione di regolarità. Anche perché è in sé ancora abusiva, con una pratica di condono mai definita e perché difetta la necessaria agibilità. E’ stata rilevata, inoltre, in modo decisivo, la mancanza originaria di qualsiasi autorizzazione allo svolgimento dell’attività di stabilimento balneare e la già avvenuta revoca della licenza, mai superata da atti contrari.

Le ordinanze del Tar sono state impugnate al Consiglio di Stato, ma anche i giudici d’appello hanno respinto le domande urgenti di sospensione, rinviando l’esame delle questioni al 27 agosto prossimo. Di fatto, a fine stagione. La concessione demaniale resta quindi sospesa e la spiaggia libera da ombrelloni e lettini.

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