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Cronaca Ostuni

Comune di Ostuni sciolto per mafia: gli atti dovranno essere desecretati

Ordinanza del Tar del Lazio. Fissata per il 23 novembre 2022 l'udienza in cui saranno discussi i ricorsi degli ex amministratori

OSTUNI – I documenti secretati riguardanti lo scioglimento del consiglio comunale di Ostuni dovranno essere esibiti alle parti. Lo ha deciso il Tar del Lazio con ordinanza emessa nella giornata di oggi (giovedì su 24 marzo). Accolta dunque l’istanza inoltrata dai legali degli ex amministratori.

Sono stati presentati due ricorsi contro gli atti che hanno posto fine alla precedente amministrazione comunale, aprendo le porte alla gestione commissariale dell’ente. Uno da parte dell’ex sindaco Guglielmo Cavallo e di alcuni ex consiglieri comunali, rappresentati dall’avvocato Pietro Quinto, del foro di Lecce. L’altro dall’ex vice sindaco Antonella Palmisano e da cinque ex assessori, assistiti dall’avvocato Costantino Ventura, del foro di Bari. L’udienza di merito è stata fissata per il 23 novembre 2022.

Lo scorso gennaio è stata notificata a ex sindaco, ex componenti della giunta ed ex consislieri la relazione ministeriale datata 14 dicembre 2021, piena di omissis. Lo scorso febbraio è stata invece pubblicata sulla Gazzetta ufficiale la relazione, sempre disseminata di omissis, a firma del prefetto di Brindisi, Carolina Bellantoni. 

Oltre alla nota vicenda riguardante l’assegnazione del parcheggio in località Santa Lucia, sul litorale, a una società in odor di mafia, sono state rilevate anche altre anomalie nelle attività dell’ente, per quel che concerne gli affidamenti del servizio di assistenza e salvataggio bagnanti sui tratti di spiaggia libera fra il 2019 e il 2020, le verifiche delle pratiche di Scia (Segnalazione certificata di inizio attività), la gestione del patrimonio immobiliare comunale e il recupero di somme di denaro in esecuzione di una sentenza di condanna a favore del Comune.

L’ex sindaco Cavallo, nel corso di una conferenza stampa svoltasi lo scorso 24 dicembre, definì il provvedimento di scioglimento “molto punitivo” e rimarcò che la città di Ostuni non meritava quel bollino. 

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