Lunedì, 17 Maggio 2021
Cronaca

Tari: arriva la stangata, bollette da capogiro nelle case dei brindisini

La tanto temuta batosta sta arrivando. Un professionista brindisino stamani ha strabuzzato gli occhi quando ha letto l'importo della Tari (Tassa sui rifiuti) che dovrà pagare per il 2016: ben 1300 euro

BRINDISI – La tanto temuta batosta sta arrivando. Un professionista brindisino stamani ha strabuzzato gli occhi quando ha letto l’importo della Tari (Tassa sui rifiuti) che dovrà pagare per il 2016: ben 1300 euro, fra l’appartamento in cui risiede insieme alla moglie e ai tre figli e il suo studio legale. Prima che le tariffe aumentassero al punto tale da fare di Brindisi la città in cui si paga la Tari più alta in Italia, la somma non aveva mai superato i 900 euro.

“Sorprese” analoghe stanno arrivando in questi giorni presso le abitazioni di tutti i brindisini, ai quali il servizio di raccolta, trasporto e smaltimento dei rifiuti solidi urbani costerà mediamente 308 euro a testa. Per il 2016, come si evince dal bilancio previsionale approvato di recente dal commissario prefettizio, le tariffe non caleranno di un euro rispetto al 2015, quando la veccchia amministrazione varo' il maxi aumento. Inutile rimarcare che in Puglia nessun comune si avvicina neanche lontanamente alla media brindisina.

L’unico capoluogo in cui si supera la soglia dei 200 euro ad abitante è Lecce: 225. La tariffa più bassa della regione la si paga a Trani, 106. Bolletta Tari-2Allargando l’orizzonte al resto dello stivale, nella capitale la Tari ammonta a 228 euro, a Bologna 162 euro, a Torino 119 euro. A Napoli e Salerno, là dove il ciclo dei rifiuti spesso va in tilt, si pagano rispettivamente 255 e 201 euro. La città più virtuosa è Fermo, con una media di appena 86 euro ad abitante.

Ma la cosa che fa imbestialire i brindisini è che oltre a dover pagare la Tari più elevata del Belpaese, devono anche subire i disagi di un servizio al quale è stato assegnato il valore economico di inefficienza più elevato d’Italia, espressione cioè della differenza tra la spesa per il servizio di gestione dei rifiuti e il fabbisogno della popolazione o, che è lo stesso, la differenza tra quanto i Comuni hanno speso per il servizio e quanto invece avrebbero potuto spendere.  Lo studio ha assegnato a Brindisi più 97,45 per cento. Si tratta del risultato della differenza tra la spesa storica pari a 13.990.011 euro e il fabbisogno uguale a 13.990.011, ossia 13.464.220.

Del resto i brindisini in più occasioni si sono ritrovati con i marciapiedi invasi da cumuli di spazzatura a seguito dei ripetuti cortocircuiti che hanno interessato il servizio di trattamento e conferimento in discarica (basti pensare che i comuni dell’Aro/Br2 tuttora conferiscono presso un paio di impianti di cdr in provincia di Lecce e da lì si va in discarica in provincia di Taranto, a seguito del sequestro al quale è stata sottoposta la discarica comunale di contrada Autigno ) e da oltre un anno lamentano varie problematiche legate al servizio di nettezza urbana (a tal proposito va ricordato che il prossimo 17 maggio la ditta Ecologica Pugliese uscirò di scena e ancora non si sa chi rileverà il servizio di raccolta dei rifiuti solidi urbani).

Non c’è da stupirsi, quindi, se i brindisini, in questi giorni, ricevendo i bollettini di pagamento della Tari, si lasceranno andare ad imprecazioni di vario genere. 

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