Martedì, 19 Ottobre 2021
Cronaca

Tari, quando l’Abaco scrive a chi è passato a miglior vita nel 1982

Se fosse ancora su questa terra avrebbe 107 anni e sarebbe un brindisino da guinness dei primati, ma Cataldo è passato a miglior vita nel 1982 eppure ad oggi resta un contribuente per l’Abaco, la società di riscossione del Comune. Un contribuente chiamato a pagare la Tari, la tassa sui rifiuti, per un totale di 135 euro

BRINDISI – Se fosse ancora su questa terra avrebbe 107 anni e sarebbe un brindisino da guinness dei primati, ma Cataldo è passato a miglior vita nel 1982 eppure ad oggi resta un contribuente per l’Abaco, la società di riscossione del Comune. Un contribuente chiamato a pagare la Tari, la tassa sui rifiuti, per un totale di 135 euro.

All’indirizzo che fu del “de cuius” è stato spedito un avviso di pagamento per le prime due rate, mentre per la terza e ultima che vale come “saldo-conguaglio” il defunto dovrà aspettare la scadenza del 30 dicembre prossimo perché “sarà oggetto di un successivo invio”. Sempre nel regno terreno. Dove secondo il concessionario per l’accertamento e per la riscossione, in nome e per conto dell’amministrazione cittadina, il povero Cataldo continua a vivere persino a dispetto dell’anno di nascita, il 1908, riportato nel modulo di pagamento unificato.

Ecco cosa dice la lettera: “Gentile contribuente, le inviamo l’avviso di pagamento dell’acconto Tari 2015 tributo servizio rifiuti –legge 147 del 27 dicembre 2013”, è scritto.  Peccato appunto che il contribuente è deceduto . “Per il versamento Tari 2015 l’Amministrazione comunale ha previsto tre rate calcolate applicando alle superfici occupate le tariffe definite dalla delibera del Consiglio comunale numero 53 del 3 settembre 2014”. Peccato anche che l’immobile a cui si riferisce il conteggio non sia più di proprietà della famiglia del defunto perché i parenti hanno deciso di metterlo in vendita  dopo l’apertura del testamento. Evidentemente né il certificato di morte, né tanto meno la lettura dell’anno di nascita, neppure il subentro di altri proprietari sono stati tali da impedire la spedizione dell’avviso che contiene “informazioni per l’utenza”.Cartella pazza 2-2-2

Innanzitutto si rammenta che il “Comune di Brindisi ha affidato al raggruppamento temporaneo di imprese costituito da Abaco spa con Engineering spa la riscossione della Tari per l’anno 2015”, poi le modalità di pagamento  che possono essere scelte dal contribuente che “senza spese aggiuntive” potrà recarsi “presso qualsiasi istituti di credito oppure presso gli sportelli di Poste italiane, tramite l’allegato modello F24 precompilato” oppure presso gli sportelli di Poste italiane con aggravio delle commissioni” in questo caso, “tramite bollettino di conto corrente intestato al Comune” o ancora “tramite bonifico” con indicazione delle coordinate Iban oppure come ultima possibilità presso “l’agenzia Rti Abaco-Engineering Tributi spa in via Bastioni San Giorgio 25 a Brindisi, tramite Pos, Carta di credito, senza alcuna commissione a carico del contribuente”.

Come sia possibile che l’avviso di pagamento abbia come destinatario chi non c’è più, se lo chiedono i familiari dell’uomo che tra l’altro, dopo la sua morte, hanno posto in vendita l’immobile. La sola risposta plausibile, che non può valere come scusa, è che il nominativo sia rimasto nella banca dati dei contribuenti in uso alle società hanno assunto la titolarità del servizio di riscossione dei tributi e cioè da settembre 2012.

Chi dovrebbe aggiornare l’anagrafe tributaria? Spetta all’Amministrazione cittadina, tramite l’ufficio Tributi, oppure è compito del concessionario? In attesa che qualcuno sciolga il nodo, resta la richiesta di pagamento. Che ovviamente il defunto non paga. Come fa dall’al di là?

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