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Telecamere contro l’abbandono dei rifiuti, fattura al Comune. Ma nessuna multa

L'Amministrazione ha pagato 19mila euro per 241 giorni di registrazioni: per i filmati costo pari a 60 euro al giorno. Dal Palazzo e dal comando dei vigili non sono arrivate notizie di trasgressori immortalati dal sistema video

BRINDISI – Gli incivili a Brindisi non mancano se i sacchetti dei rifiuti vengono abbandonati lì dove non dovrebbero. E questa è una constatazione. Un’altra certezza è che il Comune abbia pagato la società privata a cui è stato affidato il servizio di video-controllo: 19mila euro per 241 giorni di registrazioni. Non si hanno però notizie di multe ai trasgressori.

Il dubbio attiene al fatto che relativamente a questo lasso di tempo, dal Palazzo e dal Comando dei vigili urbani non siano arrivate comunicazioni su sanzioni applicate. Possibile che le telecamere non abbiano immortalato nessuno? Gli occhi “spia” sono funzionanti ed è bene precisarlo a scanso di equivoci. Sono nove in totale, si trovano in punti “sensibili” definiti nell’ambito del progetto pilota per la videosorveglianza in ambito urbano ed extra urbano, d’intesa con i vigili urbani e la Forestale.

L’Amministrazione ha saldato la fattura per l’installazione e la messa in opera liquidando la somma complessiva di 39.528 euro (prezzo 32.400 più Iva al 22 per cento per 7.128). Più esattamente per il noleggio, come risulta dall’ordinativo del 14 maggio 2015.

Come si spiega questo silenzio di fronte all’abbandono dei rifiuti, fenomeno che persiste? Che fine hanno fatto i filmati? Stando al contratto sottoscritto tra il Comune e la ditta una volta messe in funzione le telecamere, i frame avrebbero dovuto essere consegnati agli organi di Pg (polizia giudiziaria) preposti. Possibile che le immagini  non abbiamo catturato nessun furbetto?

La ditta, dal canto suo, ha “provveduto a fornire le telecamere”. Questo tipo di registrazione video ha un costo giornaliero che ammonta a sessanta euro. Lo dice lo stesso Comune, tanto è vero che la somma è riportata nella determina con la quale il dirigente del settore Ecologia ha dato il via libera al pagamento della fattura: “A seguito di ordine di installazione impartito dall’Amministrazione alla ditta affidataria, risulta ad oggi svolto il servizio in parola per un totale di 241 giornate impegnate che moltiplicate per un importo giornaliero di 60 euro danno origine a un credito in favore dell’impresa pari a 14.460 euro, oltre Iva”.

Nessun dubbio, quindi, sullo svolgimento del servizio. Ma le multe? Ci sono state? Quante? In caso di silenzio sorgono ragionevoli dubbi sul progetto pilota che è stato segnalato con  “apposita cartellonistica”, vale a dire  con 75 adesivi che riportano la dicitura “E’ vietato depositare rifiuti in violazione all’ordinanza sindacale numero 2 del 30 luglio 2014 e numero 7 del 19 agosto 2014 che disciplinano le modalità di conferimento e raccolta dei rifiuti solidi urbani. Area videosorvegliata”.

L’adesivo riporta anche il richiamo all’articolo 13 del Codice in materia di protezione dei dati personali (la cosiddetta legge sulla Privacy). E ancora: “Responsabile del trattamento dei dati sarà il comando della polizia municipale. I trasgressori saranno puniti secondo le sanzioni amministrative pecuniarie previste”. Di trasgressori, al momento, non ci sono tracce.


 

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