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Tensioni al consiglio comunale per il baliatico negato ma arrivano le soluzioni

Momenti di tensione nell'aula consiliare di San Pietro Vernotico ieri, martedì 24 maggio, a conclusione del consiglio comunale per un emendamento bocciato che proponeva soluzioni per il reperimento di fondi da destinare al sussidio baliatico

SAN PIETRO VERNOTICO – Momenti di tensione nell’aula consiliare di San Pietro Vernotico ieri, martedì 24 maggio, a conclusione del consiglio comunale per un emendamento bocciato che proponeva soluzioni per il reperimento di fondi da destinare al sussidio baliatico. Emendamento proposto dall’opposizione e bocciato da tutta la maggioranza. Ma da quanto assicura l’assessore ai Servizi Sociali Francesco Civino, e il vice sindaco Maria Lucia Argentieri e assessore al Bilancio, la bocciatura dell’emendamento non equivale alla non volontà di trovare una soluzione a questo problema. Da gennaio non viene più versato il sussidio baliatico alle ragazze madri, i contributi per gli affitti e quelli ordinari. Una situazione che sta portando all’esasperazione quanti fino a dicembre 2015 hanno potuto contare su questi aiuti da parte del Comune.

Ieri si è svolto il consiglio comunale dove è stato approvato il bilancio e rifiutata “la dritta” dell’opposizione su come reperire i fondi: consiglio comunale1-2riducendo i capitoli riguardanti le manifestazioni, attingendo dal cofinanziamento comunale per i canoni di affitto e dai fondi accantonati in favore di una struttura comunale che al momento non può essere avviata perché la gara di affidamento è da rifare. Al no di tutta la maggioranza alcune donne destinatarie di questi sussidi, presenti tra il pubblico, hanno dato in escandescenze ricordando, ancora una volta, ad alta voce, il loro stato di necessità. Come già spiegato in precedenti articoli si tratta di soldi che per chi vive in condizioni disperate si rivelano di vitale importanza. Poche centinaia di euro preziosissime per chi fa lavori saltuari e deve mantenere una famiglia. La rabbia di questa gente è alimentata dal fatto che per anni (alcune anche decenni) hanno potuto contare su quei soldi senza doverli elemosinare come sta accadendo in questi giorni. Il rifiuto all’emendamento proposto dall’opposizione è stato visto come una mancanza di interesse nei confronti dei loro bisogni.

“Ma non è così – assicura Civino raggiunti telefonicamente da BrindisiReport– domani pomeriggio si riunirà la giunta per approvare una delibera già pronta da giorni sull’erogazione di alcuni contributi: il baliatico riferito a una sola mensilità, gli affidi e i rimborsi per le spese mediche. La copertura finanziaria è garantita dalle indennità degli amministratori precisamente riferite a cinque mensilità. È una questione di giorni ormai dettata solo dai tempi tecnici per le procedure. Subito dopo si lavorerà per reperire nuovi fondi in modo tale da garantire ai destinatari di questi sussidi di poter ricevere un aiuto mensilmente come accadeva in passato. Naturalmente sono già stati individuati i capitoli e i settori da cui prendere i soldi da destinare ai servizi sociali, attraverso variazioni di bilancio. E poi ci sono i 13mila euro previsti nel bilancio destinati ad oltre 200 aventi diritto”. Civino ha anche altre proposte su come gestire queste situazioni “Sto prevedendo una regolamentazione diversa dei Servizi sociali: i contributi ordinari non saranno più erogati sotto forma di denaro ma di buoni acquisto da spendere nelle attività convenzionate, negozi di vicinato. Il principio di base è che i soldi dei cittadini (perché i fondi per queste cose provengono dal pagamento delle tasse) tornano agli stessi cittadini. E poi anche per garantire che il denaro erogato venga speso realmente in bisogni, purtroppo ci sono molti casi in cui i soldi vengono sprecati in vizi. Le convenzioni riguarderanno tutti i tipi di attività commerciali”.

Conferme che arrivano anche dall’assessore al Bilancio Lucia Argentieri: “Purtroppo come ho già detto in altre occasioni manca all’appello circa un milione di euro tra vincoli di bilancio, debiti fuori bilancio ereditati dalla vecchia amministrazione, sanzioni comunitaria per la discarica di Marciaddare sempre ereditata, piano di rientro ed entrate in meno. Quello che si può fare adesso intanto è garantire l’accantonamento delle nostre indennità che ammonta a circa nove mila euro e poi trovare altre economie e man mano impegnarle. Con questo tipo di gestione non ci saranno più residui attivi e questo è un aspetto positivo, la situazione migliorerà”.

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