Cronaca Ceglie Messapica

Tenta di incassare vaglia da 320mila euro, spacciandosi per un altro

Arrestato dai carabinieri un 53enne di Napoli che si è presentato ieri presso l'ufficio postale di Ceglie Messapica

CEGLIE MESSAPICA – Avrebbe tentato di incassare un vaglia da 320mila euro, spacciandosi per un’altra persona. Ma è andata male al 53enne Leopoldo Imperatore, di Mugnano di Napoli. L’uomo ieri (28 febbraio) è stato arrestato in flagranza di reato dai carabinieri della stazione di Ceglie Messapica, con l’accusa di riciclaggio e possesso e fabbricazione di documenti di identificazione falsi.

Il campano si è presentato presso il locale ufficio postale per incassare il maxi vaglia emesso dall'agenzia di Cuneo di Poste Italiane intestato a un imprenditore di Cremona spacciandosi per quest'ultimo ed esibendo una carta di identità falsificata con i dati dell'imprenditore.

Il raggiro è stato scoperto grazie a un impiegato dell'ufficio postale che, insospettitosi vista la rilevanza del titolo, ha allertato la stazione IMPERATORE Leopoldo, classe 1965-2dell'Arma. Allo sportello, l'arrestato ha esibito quale documento di riconoscimento una carta d'identità intestata al suddetto imprenditore lombardo. Gli immediati accertamenti hanno consentito di stabilire che nel documento era stata sostituita la sola fotografia e che lo stesso non costituiva oggetto di ricerca.

Nella circostanza  è stato identificato l'arrestato e successivi approfondimenti investigativi hanno permesso di rintracciare telefonicamente l'imprenditore lombardo il quale, sbigottito, ha riferito di essere in possesso della propria carta d'identità che riporta il medesimo numero seriale del documento esibito dal pregiudicato campano e di analogo vaglia postale recante il medesimo importo, non ancora posto all'incasso.

La carta d'identità, anche se di ottima fattura, è risultata falsa, poiché si è accertato che reca, quale funzionario responsabile dell'anagrafe del comune di rilascio, Izano (Crotone), il nome di un soggetto che non lavora tantomeno ha mai lavorato negli uffici di quel Comune. Falso è risultato anche il vaglia postale che il pregiudicato campano ha tentato di porre all'incasso. L'arrestato, dopo le formalità di rito, è stato condotto nella casa circondariale di Brindisi.

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