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la sede della Stp di Brindisi

la sede della Stp di Brindisi

Tentata estorsione, sindacalisti Stp licenziati ricorrono al giudice

Armando Leo e Antonio Esperte impugnano la sanzione disciplinare applicata a ottobre e scaturita dal rinvio a giudizio: il primo è segretario provinciale della Uil, l'altro della Ugl, sono sotto processo dopo alcuni volantini e sono accusati anche di diffamazione ai danni del presidente Almiento. La difesa cita oltre venti testimoni

BRINDISI – Hanno impugnato il licenziamento chiedendo la reintegrazione alle dipendenze della Stp, i due sindacalisti messi alla porta dalla società alla fine dello scorso mese di ottobre, dopo essere finiti sotto processo con le accuse di diffamazione, violenza privata e tentata estorsione ai danni del presidente Rosario Almiento.

Il tribunale di Brindisi

Armando Leo, 56 anni, segretario provinciale della Uil Trasporti, residente a Torre Santa Susanna, e Antonio Esperte, 44, segretario provinciale della Ugl,  di Mesagne, hanno depositato il ricorso davanti al giudice del Lavoro De Giorgi del Tribunale di Brindisi, chiamato a decidere sulla controversia parallela al processo penale pendente, nel quale Almiento e la stessa Stp si sono costituiti parte civile, rispettivamente con gli avvocati Roberto Cavalera e Mario Guagliani.  In entrambi i filoni, i due sindacalisti sono assistiti dall’avvocato Donato Musa.

La sanzione disciplinare è stata notificata a distanza di poco tempo dal rinvio al giudizio del Tribunale di Brindisi, come conseguenza dell’esito dell’udienza preliminare che si è tenuta il 27 settembre dinanzi al gup Paola Liaci. Il mese prossimo, invece, sarà discusso il ricorso contro il licenziamento e nella stessa giornata dovrebbe svolgersi la prima udienza del dibattimento penale, con l’ammissione delle prove.

L’avvocato Musa, nell’interesse degli imputati, ha chiesto l’ascolto di oltre venti testimoni. Alla base delle condotte contestate dal sostituto procuratore Milto Stefano De Nozza, ci sarebbe stata la volontà o quanto meno il tentativo di favore un familiare del sindacalista Leo, impiegato della Stp con mansione di autista, motivo per il quale ci sarebbero state azioni tali da ostacolare il trasferimento di un dipendente.

Questo secondo la lettura dell’accusa che la difesa degli imputati, è pronta a respingere, partendo dalla prima affermazione del pm, per il quale i due sindacalisti con una serie di atteggiamenti si sarebbero garantiti una posizione, già consolidata, di potere all’interno della Stp, minata dall’arrivo del nuovo management.

Le azioni attraverso cui sarebbero avvenute minacce e pressioni sono riconducibili all’affissione alla divulgazione dei volantini nel periodo di tempo compreso tra il mese di dicembre 2012 e quello di gennaio dell’anno successivo. Il contenuto è tale da integrare, per il pm, gli estremi della diffamazione a mezzo stampa dal momento che sono stati offeso l’onore e la reputazione del presidente della Stp.

Sotto accusa è finito il seguente passaggio: “Sembra che gli enti soci (della Stp, ndr) ogni volta vadano alla ricerca per l’incarico di presidente, di una persona che non conosca il sistema gestionale di un’azienda, non abbia capacità relazionale, ma capisca solo l’obbedienza al padrino del partito di turno”. Alle parole scritte, avrebbero fatto seguito quelle verbali con richiesta ad Almiento di revocare i provvedimenti relativi al trasferimento del dipendente. Quando il presidente ha detto no, i due sindacalisti si sarebbero rivolti in tono minaccioso dicendo: “Qui comandano i mesagnesi”. E ancora, la tentata estorsione, nel momento in cui i due avrebbero preteso che l’avvocato tornasse sui suoi passi: “Altrimenti non ti facciamo più fare il presidente e neppure l’avvocato”. Il processo penale stabilirà da che parte sta la verità.

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