Cronaca

Tentata rapina a un trans, assolti per non aver commesso il fatto

Cade l'accusa nei confronti di quattro brindisini: il pm aveva chiesto la condanna a due anni e 8 mesi. L'episodio a Lecce a dicembre 2012: identificati dopo la denuncia del transgender. La parte civile chiedeva danni per 10mila euro

BRINDISI – Quattro brindisini sono stati assolti dall’accusa di aver tentato una rapina ai danni di un trans, conosciuto da uno di loro qualche ore prima: non hanno commesso il fatto, secondo il Tribunale che ha oggi ha pronunciato sentenza al termine del processo con rito abbreviato, riconoscendo la verità da sempre sostenuta dagli imputati.

Il tribunale e la procura di LecceIl verdetto di primo grado arriva da Lecce, dove è stato incardinato il giudizio per competenza territoriale essendo l’episodio avvenuto, secondo l’accusa, nel capoluogo salentino. E porta la firma del gup Gallo, di fronte al quale sono comparsi gli imputati difesi dagli avvocati Giuseppe Guastella, Riccardo Mele, Stefano Latini e Addolorata Flores.

Il pubblico ministero aveva chiesto l’affermazione della colpevolezza e la condanna alla pena di due anni e otto mesi di reclusione per tutti, confermando l’impostazione accusatoria iniziale, scaturita dalla denuncia del trans raccolta dagli agenti della questura di Lecce.

Il transessuale si è costituito in giudizio e tramite il suo legale ha chiesto il risarcimento dei danni, quantificati in 10mila euro. Nella denuncia, da cui è scaturito il procedimento penale, raccontò di essere stato avvicinato da quattro giovani, uno dei quali sarebbe stato un cliente in un’occasione, più esattamente la mattina. In serata lui e altri amici lo avrebbero raggiunto per rapinarlo dell’incasso della serata.

Tempestiva l’indagine degli agenti della Mobile di Lecce che si misero al lavoro partendo dai tabulati telefonici: le celle agganciate in quel giorno, a quell’ora, portarono a individuare gli altri giovani, tutti residenti a Brindisi, dove lavorano. Da qui l’avviso di conclusione delle indagini con la richiesta di processo.

Gli imputati, dal canto loro, hanno sempre respinto l’accusa. Per le motivazioni bisognerà aspettare le prossime settimane e solo dopo, il rappresentante della pubblica accusa deciderà se appellare e o meno la sentenza del gup. La difesa, intanto, incassa l’assoluzione con formula piena.

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