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Volevano acquistare un gommone con assegno fantasma

Tentata truffa ai danni di un imprenditore del Brindisino: aveva messo in vendita su internet l’imbarcazione per 45mila euro, all’appuntamento si presentano due uomini residenti in provincia di Napoli. La scoperta in banca

BRINDISI – Un assegno fantasma da 45mila euro per acquistare un gommone messo in vendita da un imprenditore del Brindisino. Assegno tarocco perché quel titolo di credito è risultato inesistente, praticamente carta straccia, non appena è stato consegnato in banca per la riscossione. E la vendita è saltata, al pari della truffa che a quanto pare volevano consumare due compratori arrivati dalla provincia di Napoli dopo aver letto l’annuncio di vendita on line.

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L’episodio è avvenuto nei giorni scorsi e, stando a quanto si apprende, non sarebbe stato l’unico riconducibile ai due finti acquirenti partiti dalla Campania che risulterebbero già segnalati per situazioni analoghe al Nord. La storia parte nel momento in cui l’imprenditore brindisino decide di mettere in vendita il gommone di sua proprietà e si affida alla rete internet: pubblica l’annuncio  su un sito specializzato nella compravendita on line che lo stesso professionista in passato aveva testato e a distanza di qualche settimana viene contattato da un uomo. Prima via mail, poi al telefono.

L’acquirente potenziale riferisce di essere intenzionato a comprare, concordano il prezzo: 45mila euro, da pagare con assegno circolare intestato al venditore. E si danno appuntamento. Nel Brindisino avviene il primo incontro tra le parti: l’acquirente si presenta già con il rimorchio per portar via il gommone, l’imprenditore vuole approfondire insospettito dalla celerità se non proprio fretta nel chiudere l’operazione. Segue un secondo incontro a distanza di qualche giorno e l’acquirente si presenta di nuovo con il rimorchio, con assegno e documenti di riconoscimento al seguito. Il professionista rimanda la cessione dell’imbarcazione al deposito dell’assegno in banca per avere certezza della copertura, nonostante la richiesta di cedere subito il gommone. Ed è a questo punto che viene a galla la scoperta: i dipendenti dello sportello accertano che il titolo di credito non esiste. O meglio, risulta emesso da una filiale di una banca che ha sede nel Napoletano, l'indirizzo è corretto, ma non corrisponde a nessun conto corrente. In altre parole sarebbe un tarocco, un assegno finto concepito come strumento per consumare una truffa ai danni del venditore.

Il raggiro non è riuscito, ci sarebbe stato il tentativo. Questa volta non andato a buon fine. La banca ha proceduto con le segnalazioni alle autorità competenti.

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