Cronaca

“Tentato furto da Eurocar, cercavamo rame da rivendere”

Convalidato l'arresto dei brindisini Salvatore Brina e Francesco Barbuti, sorpresi dagli agenti delle Volanti nella mattinata di ieri: dopo l'interrogatorio, il primo torna in libertà essendo incensurato, per l'altro obbligo di firma in questura. Il pm aveva chiesto il carcere

BRINDISI – “Cercavamo rame da rivendere e in quel deposito ce n’era: pensavamo fosse abbandonato”.

Brina Salvatore nato a Br il 09.040.1966-2-2-2Barbuti Francesco nato a Br il 21.06.1990-2-2-2Non solo hanno errato nel pensiero, ma sono stati anche sorpresi e arrestati Salvatore Brina, 50 anni, e Francesco Barbuti, 26, entrambi di Brindisi: con l’accusa di furto aggravato hanno trascorso una notte in cella prima di presentarsi dal gip che li ha rimessi in libertà.

I due sono stati ascoltati nel pomeriggio di oggi (21 settembre) dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Brindisi che ha convalidato l’arresto essendocene tutti i presupposti, per poi fare domande sulle ragioni alla base dell’azione ai danni dell’azienda Eurocar srl, proprietaria del deposito in cui sono stati sorpresi. La società è rappresentata dall’avvocato Daria Palminteri.

Brina, difeso dall’avvocato Marcello Tamburini, e Barbuti, assistito da Mauro Masiello, hanno risposto e i difensori hanno chiesto la remissione in libertà. Il pubblico ministero, invece, ha chiesto la custodia in carcere.

Il gip ha deciso di scarcerare entrambi, con una differenza: nel caso di Barbuti ha riconosciuto piena libertà dal momento che il brindisino è incensurato, mentre per Brina ha disposto l’obbligo di firma in questura.

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