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Cronaca

Tentato furto, fuga e incidente: brindisino condannato a due anni

BRINDISI – Condannato con rito direttissimo a due anni, da espiare ai domiciliari e non in carcere. E’ la pena comminata, a due giorni di distanza dall’ultima scorribanda del sorvegliato speciale Teodoro Valenti, 38 anni, di Brindisi, assistito dall’avvocato Giampiero Iaia rappresentato dalla collega Maria Grazia Rizzo. Ad emettere la sentenza il giudice monocratico Stefania De Angelis. Valenti è stato riconosciuto colpevole per tutta la serie di reati che ha collezionato, e che si aggiungono al suo ricco “curriculum”: violazione degli obblighi domiciliari, tentato furto e ricettazione.

BRINDISI - Condannato con rito direttissimo a due anni, da espiare ai domiciliari e non in carcere. E' la pena comminata, a due giorni di distanza dall'ultima scorribanda del sorvegliato speciale Teodoro Valenti, 38 anni, di Brindisi, assistito dall'avvocato Giampiero Iaia rappresentato dalla collega Maria Grazia Rizzo. Ad emettere la sentenza il giudice monocratico Stefania De Angelis. Valenti è stato riconosciuto colpevole per tutta la serie di reati che ha collezionato, e che si aggiungono al suo ricco "curriculum": violazione degli obblighi domiciliari, tentato furto e ricettazione.

Insieme con lui, solo per tentato furto e ricettazione, erano stati denunciati il 20enne A. L. ed il 24enne A. R. entrambi brindisini. La triade, dopo essere venuta in possesso del mazzo di chiavi di un'abitazione di Mesagne che erano state rubate da un'auto in sosta a Brindisi, si è attivata per ricercare la casa da "ripulire". In seguito alla denuncia si erano già mossi i carabinieri del nucleo operativo radiomobile (Norm) guidati dal tenente Alessio Gallucci che hanno iniziato le ricerche.

Il collegamento è venuto fuori di li a poco, quando a distanza di qualche ora, qualcuno ha segnalato la presenza di tre soggetti che armeggiavano nei pressi di un'abitazione di Mesagne. Immediato l'arrivo di una gazzella dei carabinieri alla vista della quale i tre sono fuggiti a bordo di un Opel Astra coupè, di proprietà della moglie di Valenti. L'inseguimento è durato da Mesagne a Brindisi, all'ingresso in città l'Astra ha preso un gran botto nel tentativo di seminare i militari (che ha reso inservibili le sospensioni e ha determinato anche l'apertura dell'airbag laterale).

La fuga è durata poco perché l'auto è stata accerchiata con un'altra pattuglia tra via Cappuccini e via Chimienti. Fermati immediatamente i ventenni, i carabinieri hanno scovato Valenti, rifugiato dietro il muro di cinta di una delle scuole dei paraggi. Ferito dopo l'incidente è stato portato dai carabinieri al pronto soccorso dell'ospedale Perrino. Ed anche nonostante le cure ha pensato bene di continuare a distinguersi scatenando un putiferio - anche con atti di autolesionismo -contenuto perché insieme c'erano carabinieri e poliziotti del posto fisso che lo hanno rinchiuso nella famigerata "stanza 100".

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