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Intrusione in villa, arresto non convalidato: "Cercavamo il nostro cane"

Interrogati i fratelli Flavio e Fabio Conte: “Solo per questo motivo abbiamo scavalcato il muro di cinta"

LATIANO – “Abbiamo scavalcato il muretto di cinta di quella villa solo per inseguire il nostro cane, scappato dal giardino dell’immobile vicino: abbiamo cercato di raggiungerlo, ma lì non c’era e non avendolo visto ce ne siamo andati”. Il giudice non ha convalidato l’arresto con l’accusa di tentato furto e ha rimesso in libertà i fratelli Flavio e Fabio Conte, 25 e 31 anni, residenti a Latiano, finiti ai domiciliari.

Il processo per direttissima

I due hanno affrontato l’interrogatorio in sede di udienza per il processo per direttissima chiesto e ottenuto dal pubblico ministero. Hanno respinto l’accusa mossa sulla base della prima informativa di reato depositata dai carabinieri, intervenuti su richiesta del proprietario della villetta, una volta scattato l’allarme collegato al suo telefonino cellulare.

La difesa

I due, entrambi assistiti dall’avvocato Giancarlo Camassa, si sono quindi professati innocenti, negando di aver tentato di portar via oggetti preziosi. “L’unico errore che abbiamo commesso, è stato quello di scavalcare il muretto, ma non abbiamo sfondato la porta”, hanno detto. Hanno, inoltre, escluso di essere fuggiti in auto. 

Il ritorno in libertà

Il penalista ha anche evidenziato che l'allarme non è acustico, quindi, una volta scattato i due non hanno potuto sentire nulla, nessun allarme che potesse metterli in fuga. L'avvocato Camassa ha chiesto al giudice di non convalidare l’arresto non essendoci i presupposti. Il giudice Francesco Cacucci ha accolto la richiesta e, di conseguenza, i due sono tornati subito in libertà a conclusione dell'udienza in Tribunale.

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