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Fucilate al vicino di casa, arrestato anche il padre. L’arma trovata in bagno

Cosimo D’Angela, 46 anni, accusato di detenzione illecita del fucile a canne mozzate usato dal figlio Giovanni, 23, per regolare i conti con Dario Caniglia

FRANCAVILLA FONTANA – Probabilmente uno sguardo ritenuto minaccioso sarebbe alla base della fucilata che ha ferito il dirimpettaio incrociato per caso sul balcone e trovato sul pianerottolo della palazzina, a Francavilla Fontana: in carcere è finito anche Cosimo D’Angela, 46 anni, padre di Giovanni, 23 anni, arrestato ieri, nell’immediatezza dei fatti, con l’accusa di aver cercato di uccidere Dario Caniglia, 38, ricoverato in gravi condizioni nel reparto di rianimazione dell'ospedale Perrino di Brindisi.

Il secondo arresto

D?ANGELA Giovanni, classe 1995-2Il genitore è stato arrestato in relazione alla detenzione del fucile usato dal figlio e trovato dai carabinieri della compagnia della Città degli Imperiali, nel bagno dell’abitazione, in via Calamandrei, quartiere San Lorenzo. Era stato nascosto sullo scaldabagno. Il fucile è risultato rubato a Ceglie Messapica nel 1979 nell'abitazione di un anziano e successivamente è stato modificato con il taglio delle canne.

Nella scatola in cui era custodito, i militari diretti dal comandante Gianluca Cipoletta hanno trovato anche 15 cartucce calibro 16 e una  calibro 20. Cosimo D’Angela, così come il figlio, è stato condotto nel carcere di Brindisi, in attesa dell’udienza di convalida davanti al giudice per l’udienza preliminare del Tribunale.

I futili motivi

Al ragazzo di 23 anni, è contestata l’aggravante dei futili motivi legata a una serie di dissapori tra la sua famiglia e quella del vicino di casa: abitano sullo stesso pianerottolo della palazzina della zona 167, a Francavilla Fontana. Stando a quanto hanno accertato nelle ultime ore i militari, più volte nel corso degli ultimi anni, ci sarebbero state litigate anche per sguardi ritenuti di troppo da una delle parti.

La ricostruzione

D?ANGELA Cosimo, classe 1972-2L’ultimo sguardo considerato minaccioso, se non di sfida, ci sarebbe stato nel primo pomeriggio di ieri, 25 settembre 2018, attorno alle 14: Giovanni D’Angela avrebbe visto Dario Caniglia, erano entrambi sul balcone. Dopo qualche minuto i due si sono trovati sul pianerottolo. A quanto pare, il ragazzo sarebbe uscito già armato: aveva il fucile con sé, ha sparato al vicino colpendolo al collo e al braccio destro.

Caniglia è caduto sul pavimento, ha perso molto sangue. Sono stati gli altri residenti a chiamare il 118 e i carabinieri. Sempre stando a quanto accertato dai militari, una volta sentito lo sparo Cosimo D’Angela si sarebbe subito affacciato sul pianerottolo e vista la situazione avrebbe afferrato il fucile per portarlo di nuovo della sua abitazione e nasconderlo sullo scaldabagno, dove poi è stato trovato. L’arma è stata posta sotto sequestro.

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