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Mercoledì, 1 Dicembre 2021
Cronaca

Tentato omicidio in via Carducci, il Riesame conferma il carcere per Polito: incastrato dalle telecamere

Mistero sul secondo uomo. Nessuna collaborazione da parte dell’indagato, accusato di aver aggredito il cognato il 18 giugno scorso

BRINDISI – Il Tribunale del Riesame ha confermato il carcere per Gianluca Polito, 44 anni, di Brindisi, con l’accusa di aver tentato di uccidere il cognato, invalido, Teodoro Capasa, 60 anni, investendolo dopo averlo aggredito per motivi ritenuti futili. Successe tutto in via Carducci, rione Paradiso, il 18 giugno scorso.

Il Riesame

Il palazzo di giustizia di LecceEloquenti, al momento, sarebbero le immagini registrate dalle telecamere di sorveglianza di un negozio che si affaccia lungo la strada del quartiere, poco distante dal punto in cui partì la lite,  così come l’atteggiamento dell’indagato, per nulla collaborativo. Il collegio, per questi motivi, ha respinto l’istanza discussa nei giorni scorsi dai difensori, evidenziando la sussistenza di gravi indizi di colpevolezza, così come l’attualità delle esigenze cautelari, condividendo l’impostazione del pubblico ministero.

Per il collegio di Lecce, non ci sono i presupposti neppure per riconoscere il beneficio degli arresti domiciliari a Polito, tenuto conto del fatto che le indagini non sono ancora chiuse e che l’indagato non ha fornito alcun elemento utile a chiarire il contesto in cui sarebbe maturato il diverbio e l’eventuale partecipazione di altre persone. Non ha riferito chi era in sua compagnia, quel giorno: le immagini mostrano un uomo di spalle che scende dall’auto in uso  Polito, una Fiat Multipla.

L’interrogatorio

“Non ricordo quello che è successo, sono ancora sotto choc”, disse al giudice per le indagini preliminari  l’indagato, in occasione dell’interrogatorio, in sede di udienza di convalida, all’indomani dell’arresto in flagranza operato dai carabinieri della stazione del quartiere Casale, arrivati sul posto assieme agli agenti della polizia locale.

Le immagini

Il filmato che riprende l’aggressione e il tentativo di investire Capasa, una volta che questi era sull’asfalto,  è stato registrato dalle telecamere esterne di un esercizio commerciale della zona. E’ stato acquisito dai militari dopo essere stato messo a disposizione dai poliziotti municipali

via Carducci brindisi-2Si vede  Capasa che camminava sul marciapiede aiutandosi con le stampelle e che con una di queste cercò di difendere il figlio, sul quale si sarebbe scagliato Polito. Questa reazione è alla base della denuncia nei suoi confronti per rissa aggravata. Contestazione  mossa oltre che a Polito, e ad altri due brindisini A.C. di 36 anni e P.C. di 37 anni. 

Nonostante Capasa fosse ferito, ci sarebbe stato anche il tentativo di investirlo: nell’auto c’era Polito. E c’era una seconda persona, un uomo, allo stato non ancora identificata perché a quanto pare sarebbe stata ripresa solo di spalle dalle telecamere.

L’inchiesta: il mistero del secondo uomo

L’inchiesta va avanti lungo due direzioni:  è da accertare il motivo che dato innescato l’aggressione, anche se si sospetta che possa rientrare nella dimensione familiare. Il punto è cosa o chi abbia scatenato l’azione qualificata prima dal pm e poi dal gip come tentato omicidio. Quindi  occorre accertare l’identità del secondo uomo. Capasa riportò lesioni giudicate guaribili in trenta giorni, salvo complicazioni. Al momento è stato riconosciuto come parte lesa.

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