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Il luogo dell'accoltellamento

Il luogo dell'accoltellamento

Tentato omicidio nel rione Bozzano: Antonio Giglio condannato a sei anni

Accusa confermata in relazione all’accoltellamento di Francesco Margherito davanti a un bar. Il pm aveva chiesto nove anni

BRINDISI – Confermata l’accusa di tentato omicidio nei confronti di Antonio Giglio, 46 anni, di Brindisi, in relazione all’accoltellamento di Walter Margherito, 39, avvenuto nell’estate 2017: l’imputato è stato condannato alla pena di sei anni di reclusione, a fronte della richiesta a tre anni in più avanzata dal pubblico ministero.

La sentenza

giglio antonio cl 1971 --2-2-3La sentenza è del gup del Tribunale di Brindisi, Giuseppe Biondi, di fronte al quale è stato incardinato il processo con rito abbreviato, scaturito dalla conclusione dell’inchiesta su quanto avvenne di fronte a un bar di via Germania, quartiere Bozzano della città, nella notte fra il 18 e il 19 agosto dell’anno scorso. La pena è al netto della riduzione di un terzo per la scelta del rito alternativo al dibattimento.

La difesa

Giglio, difeso dall’avvocato Vito Epifani, ha ottenuto gli arresti domiciliari. Il penalista ha già anticipato la volontà di ricorrere in Appello per chiedere la riforma della sentenza di primo grado, sostenendo che non ci siano gli estremi per contestare il tentato omicidio. La difesa, infatti, aveva chiesto la derubricazione del reato in lesioni personali, ma il giudice ha confermato l’accusa sostenuta in giudizio dal sostituto procuratore Francesco Carluccio.

La confessione

Giglio, subito dopo l’accoltellamento, si costituì in Procura e venne sottoposto a fermo. In sede di interrogatorio confessò e fornì il movente: “L’ho accoltellato io. Ho usato un temperino per aggredire Francesco Margherito”, disse. Poi spiegò: “Tra di noi ci sono dieci anni di rancori per questioni personali, quella sera ci siamo incontrati per caso davanti al bar di via Germania, nel rione Bozzano, c’è stato un confronto a voce che è degenerato. Non volevo uccidere nessuno”.

L’incontro e il movente

Quanto all’incontro, Giglio sostenne che non ci fosse alcun appuntamento: “Un incontro del tutto casuale, ci siamo scambiati alcuni sguardi, c’è stato anche uno scambio di parole”, disse al gip. “A un certo punto la situazione è degenerata, c’è stata una colluttazione vicino a un’auto, una Nissan Micra, e ho preso il coltellino che porto sempre con me”. L’utilitaria, di proprietà di una donna assolutamente estranea alla vicenda, è stata ricoperta di sangue. Tracce ematiche sono state trovate per 120 metri lungo il marciapiede.

Le telecamere

Nel fascicolo del magistrato sono state raccolte le annotazioni dei militari del Norm a corredo delle immagini registrate dal sistema di videosorveglianza del bar e del referto dei medici del pronto soccorso dell’ospedale Perrino.


 

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