Giovedì, 21 Ottobre 2021
Cronaca

Terminal "Le Vele", il pm: Authority parte offesa. Dilemma per Haralambidis

Ci sono tre parti offese individuate dal pm Antonio Costantini, che ha chiuso l'indagine sul progetto della nuova stazione marittima "Le Vele" a Punta delle Terrare con la richiesto di rinvio a giudizio di otto indagati. Una delle parti offese è il Demanio marittimo, l'altra è Massimiliano Taveri, autore dell'esposto che ha innescato le indagini della procura affidate al Gruppo di Brindisi della Guardia di Finanza, la terza è l'Autorità Portuale di Brindisi, nella persona del presidente Iraklis Haralambidis

BRINDISI – Ci sono tre parti offese individuate dal pm Antonio Costantini, che ha chiuso l’indagine sul progetto della nuova stazione marittima “Le Vele” a Punta delle Terrare con la richiesto di rinvio a giudizio di otto indagati. Una delle parti offese è il Demanio marittimo, l’altra è Massimiliano Taveri, autore dell’esposto che ha innescato le indagini della procura affidate al Gruppo di Brindisi della Guardia di Finanza, la terza è l’Autorità Portuale di Brindisi, nella persona del presidente Iraklis Haralambidis. L’8 luglio, data stabilita per l’udienza preliminare, le parti offese potranno avanzare la richiesta di costituzione di parte civile.

Iraklis HaralambidisPochi dubbi che non mancheranno di costituirsi parte civile il Demanio marittimo (attraverso l’Avvocatura dello Stato) e il privato che denunciò le circostanze di reato al magistrato. L’interrogativo riguarda invece l’Autorità Portuale, i cui vertici non hanno commentato l’esito delle indagini su una importante opera pubblica la cui costosa progettazione e il successivo bando di gara erano stati banditi dall’ente, che ne avrebbe finanziato la realizzazione se l’opera non fosse stata prima bloccata da difficoltà nella fase preliminare dei lavori, e poi per ragioni di opportunità dalla consapevolezza delle indagini in corso.

Il punto è che Iraklis Haralambidis, al quale è stato notificato il prescritto atto da parte del pm, con cui l’Autorità Portuale viene individuata come parte offesa, questa volta si trova in una situazione più delicata di altre. Passare gli atti all’Avvocatura dello Stato per chiedere l’8 luglio al gup che l’Autorità Portuale di Brindisi venga ammessa come parte civile all’eventuale processo contro gli otto indagati nella vicenda, sarebbe una netta ammissione del fatto che l’ex presidente Giuseppe Giurgola, il capo dell’ufficio tecnico protempore, Pasquale Fischetto, innanzitutto, hanno ubicato un progetto in un’area non destinata al traffico passeggeri e quindi idonea ad accogliere anche le relative strutture di servizio. (Nella foto, Iraklis Haralambidis)

Quindi in quell’area (starebbe a significare e confermare una costituzione di parte civile da parte dell’Autorità Portuale), nessuno può costruire stazioni marittime o effettuare interventi edilizi destinati al traffico passeggeri, e di conseguenza neppure eventuali terminalisti. Firmando una istanza di costituzione di parte civile al processo per il terminal Le Vele, perciò, Iraklis Haralambidis dovrebbe per coerenza mettere anche una pietra sopra all’istanza di concessione demaniale ventennale avanzata da una società del gruppo Grimaldi, o chiederne la modifica nella parte in cui l’armatore annuncia di voler investire nel miglioramento e nell’adeguamento delle strutture esistenti, che secondo la relazione della Guardia di Finanza, sono a loro volta abusive perché secondo il Piano regolatore portuale vigente Punta delle Terrare è destinata al traffico merci.

giuseppe giurgola e nicola del nobile-2Un dilemma non da poco. E non resta che attendere l’8 luglio, anche se l’attore principale potrebbe cambiare se Haralambidis nel frattempo dovesse decadere per mano del Consiglio di Stato, terminare il mandato per via naturale, o non essere nominato commissario in attesa della fusione con Bari. Ricordiamo infine che il pm Costantini ha chiesto il processo per l’ex presidente dell’autorità portuale di Brindisi, Giuseppe Giurgola, per l’ex segretario generale, Nicola Del Nobile, per l’allora dirigente settore Urbanistica del Comune di Brindisi, oggi nuovo capo dei servizi tecnici dell’Autorità portuale, Francesco Di Leverano; per il dirigente dell’Area tecnica dell’Autorità Portuale all’epoca dei fatti, Pasquale Fischetto, per il legale rappresentante della Igeco Costruzioni (impresa vincitrice della gara per “Le Vele”) Tommaso Ricchiuto, per il provveditore interregionale per le Opere pubbliche di Puglia e Basilicata, l'ingegnere Francesco Musci, e il dirigente dell'Ufficio verifica progetti dello stesso Provveditorato, ingegnere Tommaso Colabufo, che avrebbero dovuto vigilare sulla conformità del progetto; ed infine l’ex commissario straordinario dell’Autorità Portuale nel periodo in cui Haralambidis era stato estromesso dal Tar di Lecce, Ferdinando Lolli. (Nella foto, Giuseppe Giurgola e Nicola Del Nobile)

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