menu camera rotate-device rotate-mobile facebook telegram twitter whatsapp apple googleplay
Rapinatori in azione a La Piramide

Rapinatori in azione a La Piramide

Termini scaduti: liberi 5 presunti rapinatori

LECCE - Un’occhiata al calendario e, via con le scarcerazioni ancora in fase di indagini preliminari: cinque presunti rapinatori brindisini tornano liberi, perché sono decorsi i termini di custodia cautelare quando ancora l'inchiesta non è chiusa.

LECCE - Un'occhiata al calendario e, via con le scarcerazioni ancora in fase di indagini preliminari: cinque presunti rapinatori tornano liberi, perché sono decorsi i termini di custodia cautelare. L'inchiesta non si è chiusa, non è stato chiesto il giudizio (o l'archiviazione) non è stata fissata l'udienza preliminare.

Si tratta del gruppo dei brindisini che furono arrestati su ordinanza dai carabinieri nell'ottobre del 2012 per una violenta rapina da 250mila euro compiuta all'interno della gioielleria "La Piramide" di Calimera.

Si tratta di Alfredo Zecca, 27 anni, Johnatan Muolo, 30 anni, Antonio Fontò, 36 anni, Pietro Giovinazzo di 25 anni e Antonio Olimpio di 30. Sono difesi dagli avvocati Luca Leoci, Anna Cavaliere, Giuseppe Guastella e Laura Beltrami. Secondo gli investigatori i primi due erano gli esecutori materiali del colpo, gli altri tre i complici.

A incastrare i cinque brindisini le telecamere del sistema di videosorveglianza della gioielleria di Calimera e la testimonianza delle vittime. La sera del primo giugno 2012, Alfredo Zecca e Johnatan Muolo fingendosi clienti entrarono nel negozio. Avevano il volto scoperto, l'arma (poi impugnata da Zecca) era stata nascosta in un involucro metallico in grado di eludere il metal detector.

Una volta dentro, poi, avevano estratto la pistola e minacciato i presenti; c'erano due commesse e una cliente. Quest'ultima, che era anche incinta, fu presa in ostaggio, le fu puntata una pistola alla tempia e insieme alle altre due legata con nastro da pacco e fatta stendere dietro al bancone. I due fecero razzia di tutti i preziosi presenti nel negozio.

I banditi andarono via con monili in oro del peso complessivo di cinque chili, un panno pieno di orecchini in oro giallo, bianco e diamanti, cinque contenitori pieni di gioielli, trenta diamanti sigillati certificati, cinquanta orologi e denaro contante, l'incasso della serata. Il bottino ammontava a oltre 250mila euro.

I rapinatori si dileguarono a bordo di una Fiat Bravo risultata poi essere stata rubata a Brindisi qualche ora prima. Nel frattempo i carabinieri della stazione di Calimera, durante un servizio antirapina, avevano fermato e controllato tre soggetti ritenuti sospetti a bordo di un'Alfa 147 di colore rosso. L'auto era senza assicurazione e i tre furono portati i caserma per gli accertamenti di rito e multati.

Hanno atteso a lungo gli sviluppi dell'inchiesta coordinata dal pm Carmen Ruggiero. Finché non è scattata l'ora ics e il gip del Tribunale di Lecce, Antonia Martalò, senza che vi fosse istanza da parte delle difese non ha deciso per la scarcerazione. Tutti liberi, senza obbligo alcuno, prima dell'eventuale processo.

 

 

Argomenti
Condividi
In Evidenza
Attualità

Asl Brindisi: avviso pubblico per l'incarico di direttore generale

Ultime di Oggi
  • Emergenza Covid-19

    Covid, Puglia: pressione ancora alta sugli ospedali, altri 39 decessi

  • Sport

    Palaeventi: Comune di Brindisi - New Arena all’atto finale

  • Cronaca

    Falsa infermiera a casa per prenotare i vaccini: monito dell'Asl

Potrebbe interessarti
In primo piano
Torna su

Canali

BrindisiReport è in caricamento