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Sabato, 29 Gennaio 2022
Cronaca

Terremoto in vista per le emittenti locali: anche Puglia Tv e Trcb a rischio spegnimento

La scure dell'Autorità per la garanzia nelle comunicazioni (Agcom) potrebbe abbattersi su oltre 30 televisioni regionali, fra le quali anche le emittenti brindisine Puglia Tv e Trcb, oltre alla tarantina Studio 100 e alla leccese Telerama. La delibera 480 dell'Authority prevede lo spegnimento di 12 delle 18 frequenze assegnate nel 2012, con il passaggio al digitale terrestre

BRINDISI – La scure dell’Autorità per la garanzia nelle comunicazioni (Agcom) potrebbe abbattersi su oltre 30 televisioni regionali, fra le quali anche le emittenti brindisine Puglia Tv e Trcb, oltre alla tarantina Studio 100 e alla leccese Telerama. La delibera 480 dell’Authority prevede lo spegnimento di 12  delle 18 frequenze assegnate nel 2012, con il passaggio al digitale terrestre. 

E’ l’Unione europea a sollecitare tale provvedimento, poiché i canali in questione farebbero interferenza con quelli di Croazia e Slovenia. Il problema non riguarda solo la Puglia. Il Tacco d’Italia, però, è una delle regioni con il maggior numero di emittenti private. Se quanto previsto dalla delibera 480 dovesse concretizzarsi, circa mille persone si ritroverebbero senza un posto di lavoro. La deadline è fissata per il prossimo 31 dicembre. 

Già dall’1 gennaio 2015, quindi, rischiano di scomparire: Telenorba 7 e Telenorba 8, Radionorba tv, Telebari, Telerama,Telefoggia, Teleradio Padre Pio, Canale 2 Tv, Teletrullo, Delta Tv, Telemax, Antenna Sud, Blustar Tv, Teleradio Città Bianca, Teleonda, Teleblu, Telepuglia Italia, Teleradioerre, Telesud, Studio 100, Canale 7, Amica, Teledauna, Tele A, Napoli Ch, Tv Capital, Puglia Tv, Telepunto 5, Telebasilicata Matera, Super 7, Teleregione, Teledehon, Teleradio San Severo, Tele Acli San Marco.

Dormono sonni tranquilli, invece: Tg Norba 24, Canale Italia 84, Canale Italia 83, Telepuglia, TRC, Telelocorotondo, Video Italia Puglia, Teleradio Buon Consiglio, Telemaig, Telecattolica, Telesveva, Canaleotto, Rtm, Settegold, Antenna 10, Telecapri. 

I margini per trovare un’alternativa sono piuttosto risicati. Ma alcuni consiglieri regionali e diversi parlamentari pugliesi si stanno mobilitando in questi giorni per salvare le Tv locali. La richiesta della convocazione di un tavolo tecnico è già arrivata a Roma. Nell’immediato si cercherà di strappare una proroga della scadenza.

“Il rischio – dichiara a BrindisiReport Giovanni Saponaro di Trcb – è  concreto. Lo spegnimento delle frequenze previste dalla delibera di Agcom comporterà l’interruzione dei segnali delle emittenti che le utilizzano. La scadenza del 31 dicembre è stata dettata dall’Unione europea. Se entro quella data non viene messo in atto lo spegnimento delle frequenze che interferiscono con le Tv estere, il governo italiano rischia di andare incontro a una multa pari a 10 miliardi di euro”. 

Ma una via d’uscita, forse, c’è. “Quando fu fatta la distribuzione delle frequenze – spiega ancora Giovanni Saponaro – ne furono messe da parte alcune, per prevenire eventuali problemi legati al passaggio al digitale. Se venissero utilizzate quelle frequenze rimaste vacanti e le tv nazionali rinunciassero a una piccola parte della miriade di frequenze di cui dispongono, si potrebbe trovare una soluzione. Ma mi sembra difficile che questo possa accadere, perché le emittenti nazionali coltivano grossi interessi economici. Noi delle Tv locali, invece, andiamo avanti solo per passione”. 

Già, perché il passaggio al digitale ha messo a dura prova la sopravvivenza di numerose realtà storiche della televisione pugliese. Fra queste c’è anche Puglia Tv, fondata nella prima metà degli anni ottanta. Sentito da BrindisiReport, l’editore dell’emittente brindisina, Mario Scotto, preannuncia l’arrivo di un “cataclisma” per le televisioni locali, se il termine del 31 dicembre non verrà prorogato. 

“Nel 2012 – dichiara Scotto – quando venne fatta l’assegnazione dei canali, le Tv non vennero messe al corrente dei problemi legati alle interferenze con le frequenze estere, che si sarebbero presentati due anni dopo. Avrebbero dovuto dire che si trattava di assegnazioni provvisorie, in attesa di conferma definitiva. Dopo un paio di mesi, invece, arrivarono le concessioni definitive”. 

Puglia Tv ottenne una concessione provinciale ultradecennale, sulla base della quale sono stati programmati una serie di investimenti. “E chi ci rimborserà adesso – si chiede Scotto – di tutti i soldi che abbiamo speso?”. Scotto rileva inoltre un’altra anomalia: “Le emittenti con concessioni provinciali, che quindi non interferiscono con le frequenze estere, vengono trattate allo stesso modo di quelle con concessioni regionali. Se nel nostro canale si sono inserite delle emittenti regionali, perché dobbiamo pagarne noi le conseguenze? E’ assurdo spegnere il canale anche a chi non dà fastidio”. 

Visto che la delibera è stata pubblicata pochi giorni fa e le emittenti hanno appena due mesi di tempo per evitare lo spegnimento, Scotto suggerisce di impugnare l’atto attraverso un’ondata di ricorsi al Tar del Lazio. “Dobbiamo – spiega l’editore – coalizzarci. Ma intanto, gli effetti della delibera vanno rimandati”.

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