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Testamento in favore di Sveva Cardinale: “Quella firma è mia, però mi è stata estorta”

Trovato a casa di Paola Catanzaro, arrestata il 30 gennaio scorso. Un imprenditore: “Mi convinse anche ad acquistarle un terreno, luogo sacro in cui sarebbero nati i miei figli”

BRINDISI -  “La firma sul testamento che avete trovato a casa di Paola Catanzaro è mia: la riconosco, ma non sapevo assolutamente dell’esistenza di questo documento. Non mi ricordo in quale circostanza l’ho sotto scritto e ora che lo leggo mi sorprende che sia così dettagliato, tanto da presumere che mi sia stato estorto sotto la sua dettatura”.

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Il testamento in favore dell’ex veggente

Nel fascicolo d’inchiesta sull’ex veggente Paola Catanzaro, già Paolo, poi diventata stilista e attrice con il nome d’arte di Sveva Cardinale, c’è anche copia di un testamento che sarebbe stato scritto da un imprenditore, titolare di un’azienda di autotrasporti, in favore dell’indagata. E’ stato trovato dai militari del Nucleo di polizia tributaria del comando provinciale di Brindisi, nel corso della perquisizione nell’abitazione di Catanzaro, assieme a una serie di documenti, tutti sequestrati, perché ritenuti importanti ai fini delle indagini coordinate dal sostituto procuratore Luca Miceli.  Il pm ha ottenuto l’arresto in carcere dell’indagata, difesa dall’avvocato Cosimo Pagliara, con l’accusa di essere stato a capo di un’associazione per delinquere finalizzata alla truffa.

Del sodalizio, secondo questa impostazione, avrebbero fatto parte nove persone, tra le quali il marito di Catanzaro, Francesco Rizzo, agli arresti domiciliari. Lei e lui hanno respinto le accuse, in sede di interrogatorio di garanzia davanti al gip Giuseppe Biondi e la difesa ha presentato ricorso al Riesame per chiedere l’annullamento dell’ordinanza, in subordine l’attenuazione della misura: per Paola Catanzaro i domiciliari con braccialetto elettronico, per lui l’obbligo di firma.

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Gli immobili intestati a Catanzaro

Ma il pm ribadisce, in aggiunta ai gravi indizi, esigenze cautelari concrete e attuali: reiterazione dei reati, inquinamento delle prove e fuga all’estero. Arresto necessario, quindi. Anche in relazione alla scoperta di quel testamento olografo: risulta essere stato firmato dall’imprenditore che per primo ha denunciato l’ex veggente. E’ datato “18 ottobre 2006”, il professionista “dichiara che avendo in vita provveduto al pagamento del presso di vendita dell’immobile adibito a civile abitazione, con annesso box auto, nel rione Casale di Brindisi, dispone che i suoi eredi accettino tale sua volontà senza pretesa alcuna, di qualsiasi genere, nei confronti dei destinatari di tali beni”.

“In caso contrario – si legge – l’imprenditore esprime la volontà che questa operazione di donazione indiretta sia da imputare, come per legge, alla sua quota disponibile, con espressa dispensa da collazione”. Fin qui il testamento, venuto a galla lo scorso 7 giugno 2017.

La volontà di Dio e il luogo sacro

Il mese successivo, il 14 luglio, il professionista viene ascoltato a sommarie informazioni, dopo aver sporto denuncia nei confronti di Paola Catanzaro ed è in questa occasione che viene a conoscenza del “suo” testamento. Firma sua, ha ammesso. Il punto è che non ricorda di averlo scritto. Nella stessa circostanza, l’imprenditore ha riferito di averle acquistato l’immobile perché l’appartamento “sarebbe dovuto servire per accogliere i bambini destinati a salvare l’umanità”. “Manifestai le mi perplessità, ma lei mi disse che questa era la volontà di Dio”.

Sveva Cardinale intervistata da Le Iene-2

Con argomentazione simile, l’imprenditore avrebbe acquistato “il terreno in agro di San Michele Salentino poiché lo aveva individuato come luogo sacro, in cui un giorno sarebbe sgorgata un’acqua miracolosa che avrebbe guarito l’umanità”. In particolare, “il trullo che insisteva sul terreno sarebbe stato anch’esso luogo sacro in cui sarebbero nati tre bambini, concepiti dalla stessa Catanzaro” per conto del professionista. “I due gemelli, Michele e Angelica e un terzo bimbo che sarebbe arrivato, avrebbero pagato per la salvezza del mondo”.

Sia il terreno che il trullo, risultano intestati a Catanzaro, così come il villino ad Asiago, comprato e poi girato all’indagato da una coppia di coniugi, gli stessi che vorrebbero adottarla.

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