Lunedì, 18 Ottobre 2021
Cronaca Ostuni

"Ti spezzo le gambe e uccido il tuo uomo": perseguitava la ex, arrestato un operaio

Era arrivato al punto di minacciarla di "spezzarle le gambe e lasciarla su una sedia a rotelle", o di uccidere davanti ai suoi occhi quello che secondo lui era il suo amante. I poliziotti del commissariato di Ostuni hanno posto fine alla lunga serie di violenze e soprusi subiti da una donna del posto, arrestando il suo ex convivente

OSTUNI – Era arrivato al punto di minacciarla di “spezzarle le gambe e lasciarla su una sedia a rotelle”, o di uccidere davanti ai suoi occhi quello che secondo lui era il suo amante. I poliziotti del commissariato di Ostuni al comando del vicequestore Francesco Angiuli hanno posto fine alla lunga serie di violenze e soprusi subiti da una donna del posto, arrestando il suo ex convivente. Si tratta del 40enne C.V., operaio incensurato.

L’uomo è stato raggiunto da un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal gip del tribunale di Brindisi Stefania De Angelis, su richiesta del pm Valeria Farina Valaori. Il reato contestato è quello dello stalking. La vittima aveva trovato il coraggio di chiedere aiuto agli agenti del commissariato, dopo settimane da incubo. La sua vita era diventata un inferno. Da quanto riferito dalla donna, l’ex la offendeva pesantemente durante la convivenza, con la frequenza di due o tre volte alla settimana. Ma verso la fine di aprile si è giunti al punto di non ritorno. Al culmine dell’ennesimo litigio, dopo aver accusato la compagna di non essere una buona madre, il 40enne ha costretto la Il commissariato di Ostunimalcapitata a lasciare l’abitazione insieme ai due figli (entrambi minori).

E’ stato l’inizio di un’escalation di minacce e intimidazioni. Da quel momento, infatti, l’operaio ha cominciato a subissare la donna di telefonate. In una circostanza si recò presso il suo posto di lavoro, chiedendole, senza successo, di parlare e tornare insieme. Verso la fine di maggio, l’indagato ha iniziato a sospettare che l’ex intrattenesse una relazione con un’altra persona. A quel punto l’ha minacciata di “spezzarle le gambe e di farla rimanere sulla sedia a rotelle”, completando il repertorio con “pesanti e indicibili insulti”, si legge in una nota del commissariato di Ostuni. I comportamenti persecutori non avevano fine.

Un pomeriggio, C.V. raggiunse l’ex compagna a casa di amici, reiterando le minacce e gli insulti. Nella terza settimana di maggio, si è nuovamente presentato presso il posto di lavoro della vittima, danneggiando con violenti calci la portiera della sua auto e minacciandola di morte. Non solo. L’uomo manifestò anche l’intenzione di avviare le procedure per far cambiare il cognome ai figli. La donna era sprofondata in uno stato di paura e angoscia perenne. Temeva per l’incolumità sua e dei bambini. Mossa dall’esasperazione, un giorno si è recata in commissariato per raccontare tutto.

Una volta raccolto la denuncia della donna, i poliziotti, di concerto con il magistrato, hanno subito intrapreso una serie di accertamenti volti a riscontrare le parole della vittima, raccogliendo “indizi, precisi e concordanti, referti, dichiarazioni, denunce”. Durante le indagini è emerso che C.V. rivolgeva pressanti richieste di informazioni alla ex: “sei da sola? Dove stai? Con chi stai? Che stai facendo? ... Se sta lui con te vengo lì scavalco e…”. Anche quello che ai suoi occhi era il nuovo compagno della donna era finito nel mirino, “tanto che aveva telefonicamente detto a costei  - si legge nel comunicato del commissariato - che avrebbe ucciso il suo nuovo uomo davanti a lei”. Non pago, il 40enne avrebbe anche contattato l’ex compagna del presunto amante, informandola che i rispettivi ex partner avevano dato vita a una coppia.

Al termine della meticolosa attività di riscontro investigativo, ritenendo fondato e imminente il pericolo che C.V. potesse commettere reati ancora più gravi, mettendo seriamente in pericolo l’incolumità della donna, del presunto compagno e dei figli, i poliziotti hanno eseguito il provvedimento restrittivo emesso dal tribunale.

L'ordinanza impone all’indagato di “…non allontanarsi dall’abitazione senza l'autorizzazione del giudice procedente e di non comunicare, neanche per via telefonica o telematica, con persone diverse dai familiari conviventi…”. L’ostunese è stato arrestato mentre era sul suo posto di lavoro. Durante la perquisizione nella su auto, le forze dell’ordine hanno trovato e sequestrato un grosso bastone di legno, nascosto sotto a un sedile. 

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