Titolare di azienda agricola realizza strada abusiva: sequestro e denuncia

Accuse: deturpamento di bellezze naturali, intervento edilizio in assenza del prescritto permesso di costruire e violazione del vincolo paesaggistico

CEGLIE MESSAPICA - Blitz” dei carabinieri forestali della stazione di Ceglie Messapica all’ interno di una pineta, in contrada Palagogna della cittadina collinare. Il titolare di un’azienda agricola stava realizzando una strada per collegare la propria attività alla strada exSS581 per San Vito dei Normanni. L’ opera, risultata del tutto abusiva, consisteva in un basamento in pietra calcarea ricavata dalla demolizione e triturazione di tratti di muratura a secco nella zona, ricoperta di materiale inerte stabilizzato.

I lavori avevano coperto già una lunghezza di circa seicento metri, con larghezza variabile da 4 a 7. I militari hanno proceduto a sottoporre tutto il tracciato a sequestro penale preventivo.

L’ amministratore unico dell’ azienda, C.G. di 55 anni, è stato denunciato alla Procura della Repubblica di Brindisi per i reati di: deturpamento di bellezze naturali (art. 734 del codice penale), intervento edilizio in assenza del prescritto permesso di costruire (art. 44 comma 1 lettera c) del D.P.R. 380/2001 – Testo Unico dell’ Edilizia e Urbanistica) e violazione del vincolo paesaggistico (art. 142 comma 1 lettera g) e art. 181 comma 1 del Decreto legislativo 42/2004 – Codice dei beni culturali e del paesaggio). Per questi ultimi più gravi reati, combinati, è prevista la pena dell’ arresto fino a 2 anni ed un’ ammenda da oltre 15mila ad oltre 51mila euro, con il ripristino dello stato dei luoghi.

I lavori edili, che hanno comportato una rilevante trasformazione dello stato dei luoghi, non essendo giustificati da titolo edilizio (permesso di costruire), non erano confortati neanche da autorizzazione paesaggistica, che è prodromica al permesso. In base al Codice “Urbani” (Decreto legislativo 42 del 2004) i boschi sono tutelati con apposizione del vincolo paesaggistico, dettagliato nei Piani regionali, per cui nessun intervento è ammissibile negli stessi senza preventiva specifica autorizzazione. Il territorio cegliese, uno dei più “verdi” di una provincia altrimenti poverissima di boschi, è per questo a ragione in gran parte tutelato, a preservazione del valore del suo paesaggio.

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