Cronaca Torchiarolo

Blitz contro la Scu nel Leccese, anche un giovane brindisino tra gli 11 arrestati

C'è Anche il 25enne di Torchiarolo, Giuseppe Ricchiuto, tra gli undici arrestati all'alba di oggi dai carabinieri del comando provinciale di Lecce ritenuti appartenenti al clan salentino della Scu De Tommaso-Notaro, operante nel nord della provincia nell'ambito dello spaccio (marijuana e cocaina) e delle estorsioni ai danni degli acquirenti di partite di droga

TORCHIAROLO – C’è Anche il 25enne di Torchiarolo, Giuseppe Ricchiuto, tra gli undici arrestati all’alba di oggi dai carabinieri del comando provinciale di Lecce ritenuti appartenenti al clan salentino della Scu De Tommaso-Notaro, operante nel nord della provincia nell’ambito dello spaccio (marijuana e cocaina) e delle estorsioni ai danni degli acquirenti di partite di droga.

I provvedimenti sono stati disposti dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Lecce su richiesta della locale Direzione Distrettuale Antimafia. I reati contestati sono  associazione di tipo mafioso, associazione finalizzata al traffico di stupefacenti, detenzione e porto abusivo di armi anche clandestine, lesioni gravi e minaccia aggravata.Giuseppe Ricchiuto-2

Nel corso dell’intensa ed articolata attività investigativa è stata documentata l’operatività dell’organizzazione criminale, ancora oggi attiva e capeggiata da Marino Manca in contrasto armato, per il controllo delle attività illegali, con il gruppo dello stesso clan, capeggiato dal detenuto Sergio Notaro. Il contrasto si è manifestato attraverso una serie di azioni di fuoco, con finalità omicidiaria ed intimidatoria. Le indagini che hanno poi permesso di arrestare, in più operazioni, la maggior parte dei componenti del clan, sono state avviate l’8 settembre del 2012 quando Manca riuscì a sfuggire all’agguato tesogli dagli altri sodali, mentre era in compagnia di Luca Greco, altro componente dell’organizzazione, che rimase gravemente ferito. Fu accertato che l’ordine era stato impartito dal boss Notaro proprio per fermare il tentativo di Manca di affermarsi come capo di alcune attività di spaccio. 

Nel corso delle indagini sono state arrestate in flagranza di reato 4 persone. Lo stesso clan è stato colpito di recente con due altre operazioni antimafia  “Vortice – Deja vu” e “Paco” l’11 novembre del 2014 e il 19 gennaio del 2015. Importanti ai fini delle indagini si sono rivelate anche alcune dichiarazioni dell’ex boss mesagnese Ercole Penna che definì Squinzano “come Mesagne” specificando che la cittadina a nord di Lecce risente dell’influenza mafiosa esercitata dai gruppi criminali della zona: “Una città in cui il clan è molto rispettato, perché si impegna affinché Squinzano sia tranquilla e tutti stiano bene”.

Giuseppe Ricchiuto, a novembre del 2012 fu raggiunto da un colpo di pistola che lo ferì all’altezza dell’inguine mentre era in campagna nell’appezzamento di terreno di proprietà della sua famiglia. Per il ferimento furono fermati due fratelli di Squinzano. Gli altri destinatari dell’ordinanza sono: Marino Manca, 42enne di Squinzano; la moglie Alessandra Amira Bruni, 24enne squinzanese; Luca Greco, 43enne; Marco Greco, 41enne; i gemelli Roberto e Stefano Napoletano, di 29 anni, e il fratello Angelo di 39;  Stefano Renna, squinzanese di 34 anni; Antonio Serratì, 41enne di Trepuzzi ed Emiliano Vergine, squinzanese di 39 anni. Per quest'ultimo, e Roberto Napoletano, il provvedimento è stato notificato in carcere perché i due sono già detenuti.

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