Cronaca Torchiarolo

Furto di attrezzature agricole e gasolio dalla villa confiscata gestita da Libera

Furti di un camion, attrezzature agricole, motozappe, gasolio e motoseghe dalla villa confiscata alla mafia sita nelle campagne di Torchiarolo, gestita dalla cooperativa Terre di Puglia - Libera Terra, dove sono in corso lavori di realizzazione di una cantina vitivinicola

TORCHIAROLO – Furti di un camion, attrezzature agricole, motozappe, gasolio e motoseghe dalla villa confiscata alla mafia sita nelle campagne di Torchiarolo, gestita dalla cooperativa Terre di Puglia - Libera Terra, dove sono in corso lavori di realizzazione di una cantina vitivinicola finanziata con il Pon Sicurezza dal Ministero dell'Interno. Da quanto è stato accertato dai responsabili della struttura il colpo sarebbe stato messo a segno nella notte tra il 10 e l’11 febbraio scorso. La villa in questione apparteneva a un ex esponente della Scu, Tonino Screti e si trova in contrada Betta sulla strada che collega Torchiarolo alla marina di Torre San Gennaro in una zona sperduta dove intorno non insistono abitazioni ma solo terreni agricoli. Da gennaio del 2008 tutti i terreni e i beni confiscati alla Scu vengono affidati per essere riutilizzati alla cooperativa cooperativa "Terre di Puglia - Libera Terra"con sede a Mesagne. 

Quello dei giorni scorsi è il secondo furto in pochi mesi, a novembre 2014 fu sottratto un trattore. Due furti che costringono la cooperativa a rallentare il lavoro in atto sui terreni confiscati. I giovani della cooperativa, dopo il sopralluogo tecnico, hanno presentato una denuncia contro ignoti alla locale compagnia dei carabinieri. Non si tratta comunque del primo furto dello stesso genere che si verifica nelle campagne del Brindisino, molti agricoltori della zona nei mesi scorsi sono rimasti vittime di furti di attrezzature e gasolio, in alcuni casi la refurtiva è anche stata ritrovata pochi giorni dopo. 

Già nel passato, però, più volte la cooperativa Terre di Puglia - Libera Terra è stata oggetti di numerosi atti intimidatorio e incendi che hanno distrutto vigneti ed ettari di grano. "Questi fatti ci amareggiano e ci preoccupano – afferma in una nota Libera, ma confidiamo nell'operato e nell'intervento delle forze dell'ordine – già ampiamente dimostrato in altre circostanze. Andiamo avanti senza alcun cedimento e proseguiamo con più convinzione nel nostro lavoro di recupero e riutilizzo dei beni confiscati, continuando a coltivare la speranza, la freschezza di prospettive fondata su lavoro vero, tenace e concreto".

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