Cronaca Torchiarolo

Inquinamento a Torchiarolo: arriva anche il divieto di accensione dei camini

Mentre nei terreni ricadenti nel territorio di Torchiarolo colpiti da Xylella fastidiosa si bruciano grandi quantità di fronde di ulivi infetti, sottoposte a trattamenti fitosanitari, con tutte le conseguenze per l’ambiente che ne possono derivare, sempre a Torchiarolo torna l’ordinanza che vieta l’accensione di caminetti,  stufe a legna e di tutti i sistemi di combustione a biomassa

TORCHIAROLO – Mentre nei terreni ricadenti nel territorio di Torchiarolo colpiti da Xylella fastidiosa si bruciano grandi quantità di fronde di ulivi infetti, sottoposte a trattamenti fitosanitari, con tutte le conseguenze per l’ambiente che ne possono derivare, sempre a Torchiarolo torna l’ordinanza che vieta l’accensione di “caminetti,  stufe a legna e di tutti i sistemi di combustione a biomassa che non siano forniti di dichiarazione del produttore sulle emissioni prodotte da sistema o sprovvisti di adeguati sistemi di filtrazione dei fumi di combustione posti negli immobili ad uso civile”. Il provvedimento è stato emesso nella giornata di ieri, martedì 13 ottobre e non ha una data di revoca. La novità di quest’anno, però,  è che non riguarda tutto il territorio e quindi i 522 caminetti presenti in paese ma solo un’area situata nel raggio di 50 metri dalla centralina di rilevazione ambientale dell’Arpa posta in via Don Minzoni, quella che registra maggiori sforamenti di pm10 e di benzopirene (Bap). Inquinanti emessi anche dalla combustione oltre che da emissioni di autoveicoli, processi industriali e fenomeni naturali (per il Pm10) e dalla combustione di incompleta di combustibili  fossili ma anche di legno e rifiuti (per il Benzo(a)pirene), si legge sul sito di Arpa Puglia. Le strade interessate dal divieto, quindi, sono: via Giolitti, via Molinara, via don Mario Ciccarese, via Ludovico Ariosto e via Veneto. divieto accensione camini-2

Ai cittadini residenti in quest’area “che usano esclusivamente caminetti non avendo sistemi alternativi di riscaldamento sarà data la possibilità di dotarsi di altri sistemi messi loro a disposizione”, si legge ancora nell’ordinanza “E in ogni caso saranno i primi a essere forniti di filtri”, aggiunge il sindaco di Torchiarolo Nicola Serinelli che, in questi giorni sta provvedendo, insieme a tutti gli organi competenti a individuare le abitazioni che non hanno altre fonti di riscaldamento e al tempo stesso a chiedere aiuti economici alla Regione Puglia, lo stesso ente che, sulla base dei dati trasmessi dall’Arpa, ha imposto al Comune di Torchiarolo un piano di risanamento della qualità dell’aria.

“Il quadro dei superamenti di emissioni da Pm10 si è ulteriormente aggravato determinando continui superamenti del valore limite annuale – si legge ancora nell’ordinanza – dai dati forniti dall’Arpa, già nel 2014 il quadro annuale del superamento del pm10 nel Comune di Torchiarolo aveva registrato un numero pari a 40 sforamenti comprensivi di 5 imputabili alle avvezioni sahariane e che dal sito Arpa Puglia si è accertato che dal 1 gennaio 2015 al 17 settembre 2015 vi sono stati 30 (32 fino ad oggi, ndr) sforamenti per il solo Pm10”. Va ricordato che il Tar di Lecce a febbraio scorso ha accolto il ricorso presentato dall’ex sindaco di Torchiarolo Giovanni Del Coco in cui chiedeva l’annullamento dell’obbligo di attuare un piano di risanamento ambientale della qualità dell’aria ritenendo che per stabilire con esattezza i fattori inquinanti serva una Valutazione strategica ambientale (Vas).

nicola serinelli-2“In attesa del pronunciamento del Tar però lo stesso Tribunale amministrativo ha chiesto sia a Torchiarolo che a Enel, perché anche Enel secondo il piano di risanamento ambientale è chiamata a ridurre le emissioni, di attuare tutte le misure necessarie per tutelare la salute dei cittadini, per questo si è reso necessario ancora una volta emettere l’ordinanza di divieto di accensione dei camini, ho cercato, però, di ridurre i disagi il più possibile". "Innanzitutto individuando la zona dove si registra il maggior numero di emissioni che è quella di via Don Minzoni dove si trova la centralina e poi cercando soluzioni alternative per il riscaldamento domestico perché quando il freddo arriva arriva per tutti. Naturalmente tutto in attesa di fare chiarezza e capire esattamente a chi attribuire le responsabilità per l’inquinamento a Torchiarolo. Tra l’altro vanno ricordate sempre le buone pratiche riguardanti l’accensione dei fuochi che si riferiscono innanzitutto alla selezione dei materiali che si bruciano, non devono essere messi ad ardere, ad esempio, legnami intrisi di vernici”. La violazione dell’ordinanza comporta l’applicazione di una sanzione amministrativa che varia da 100 a 500 euro. 

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