Mercoledì, 27 Ottobre 2021
Cronaca Torchiarolo

Torchiarolo, sindaco propone "stop allo spreco alimentare" per aiutare i bisognosi

Combattere lo spreco alimentare dando un aiuto concreto alle famiglie bisognose, a chi non riesce a trovare i soldi per garantire un piatto di pasta al giorno ai propri figli e molto altro. E purtroppo di situazioni di questo genere ce ne sono tante ormai. E’ questo il nuovo progetto del sindaco del Comune di Torchiarolo, Nicola Serinelli

TORCHIAROLO – Combattere lo spreco alimentare dando un aiuto concreto alle famiglie bisognose, a chi non riesce a trovare i soldi per garantire un piatto di pasta al giorno ai propri figli e molto altro. E purtroppo di situazioni di questo genere ce ne sono tante ormai. E’ questo il nuovo progetto del sindaco del Comune di Torchiarolo, Nicola Serinelli, ideato per aiutare chi da solo non riesce ad “assicurare il necessario alla propria famiglia”. Il primo cittadino nei giorni scorsi ha convocato commercianti, artigiani, parroco, Caritas parrocchiale e diocesane per organizzare un incontro pubblico in cui trovare la soluzione per permettere di fornire “alle famiglie in documentato stato di bisogno, i cibi invenduti a fine giornata e/o i prodotti prossimi a scadenza”. È risaputo che in molte realtà anche a causa delle leggi che lo vietano che molti prodotti scaduti o in scadenza vanno al macero. Per non parlare poi degli avanzi delle attività di ristorazione, l’invenduto a fine giornata finisce nei cassonetti. E non sono poche le situazioni in cui si vede gente rovistare nei bidoni dell’immondizia alla ricerca di cibo. Accade anche nei piccoli Comuni come Torchiarolo e San Pietro Vernotico.nicola serinelli-2

“Registriamo ogni giorno richieste di aiuto da parte di chi stenta ad assicurare il necessario alla propria famiglia. Il Comune sta cercando di fare la propria parte per alleviare i disagi di tante persone, molte delle quali per dignità rischiano di chiudersi nel silenzio della solitudine. Abbiamo perciò il dovere di mettere in moto il grande valore della solidarietà che da sempre è stata la caratteristica della nostra gente e dei nostri antenati. Per tali ragioni ci siamo posti la domanda: perché non essere concretamente solidali con i nostri concittadini e diventare anche noi di Torchiarolo promotori dello ‘stop allo spreco alimentare’, prima ancora che l'iniziativa diventi legge?”. Si legge nella lettera di convocazione inviata agli operatori economici e sociali del territorio. La comunità di Torchiarolo nei giorni scorsi, in occasione della lotta alle eradicazioni degli ulivi colpiti da Xylella, ha dimostrato grande unione e solidarietà. Tutti i cittadini si stanno battendo per salvare il territorio, questa grande partecipazione e anche le difficoltà finanziarie in cui versano le casse comunali, ha spinto il primo cittadino a proporre una soluzione per aiutare i bisognosi del paese che parte dal basso, dalla gente.

Il 10 dicembre scorso in Francia è stata approvata, dall'Assemblea nazionale francese, una legge che istituisce, per i supermercati sopra i 400 metri quadrati, il "reato di spreco alimentare": li obbliga a donare il cibo in scadenza a organizzazioni che lo distribuiscono a indigenti. Oppure trasformarlo in mangime per animali o altri compost.  

“Stiamo cercando iniziative capaci di coniugare pubblico e privato sul tema della solidarietà verso chi (in particolare le famiglie) continua a cadere dal "carretto" e non ce la fa più ad assicurare dignità e sostentamento ai propri cari – spiega Nicola Serinelli - in tempi difficili sotto l'aspetto economico finanziario per i comuni avvertiamo il dovere di attivare risorse "altre" e tessere nuove formule per fare rete. In settimana conto di incontrare i soggetti interessati (Caritas parrocchiale e diocesana, nonché la associazione commercianti, i commercianti stessi e quanti persone di buona volontà disposti a spendersi per gli altri investendo ogni risorsa) per concretizzare il da farsi. A partire dall’attivazione di un punto ristoro serale per chi è solo o non ha sostentamento. Continuo a credere che le comunità non si governano solo facendo opere o garantendo servizi bensì tessendo rapporti umani che consentano ad una comunità di divenire una grande famiglia in cui ci sia chi è disposto a sostenere l'altro. Specie chi vive i disagi del bisogno riempiendo nel contempo di senso la propria vita”. 

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