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Torna in libertà la maestra accusata di maltrattamenti ai bimbi

Il Tribunale del Riesame sostituisce la misura cautelare dei domiciliari con quella interdittiva: non potrà esercitare funzioni educative

BRINDISI – Il Tribunale del Riesame ha restituito la libertà alla maestra di Brindisi accusata di maltrattamenti sui bimbi della scuola dell’infanzia di cui è direttrice: il collegio ha sostituito la misura della custodia ai domiciliari con quella interdittiva che impedirà all’indagata, sino alla conclusione dell’inchiesta, di riprendere a svolgere funzioni educative.

La donna, 67 anni, venne arrestata dagli agenti della Mobile diretti dal vice questore aggiunto Antonio Sfameni il 6 settembre scorso. Il ricorso è stato discusso questa mattina dai difensori Andrea Casamassima e Massimo Di summa. Il provvedimento del Riesame è stato notificato direttamente all’indagata, mentre per le motivazioni bisognerà aspettare i prossimi giorni.

In sede di interrogatorio di garanzia decise di avvalersi della facoltà di non rispondere, non escludendo in seguito di chiedere un interrogatorio davanti al pubblico ministero titolare del fascicolo. Le indagini, stando a quanto si apprende dall’ordinanza, sono partite dopo la denuncia sporta dal referente didattico di un istituto superiore di Brindisi, convenzionato con la scuola d’infanzia per lo svolgimento di tirocini formativi. A notare condotte ritenute dubbie da parte dell’educatrice che formalmente non svolge funzioni didattiche, sarebbero state alcune studentesse. Una volta tornate in classe ne hanno parlato con il responsabile del progetto il quale, a sua volta, si è rivolto ai poliziotti.

Per verificare cosa effettivamente accadeva nelle aule della scuola d’infanzia, gli agenti della Mobile – previa autorizzazione – hanno nascosto alcune telecamere di piccole dimensioni: le immagini registrate nei primi sei mesi dell’anno scolastico, sono state qualificate dal gip come “gravi indizi di colpevolezza” per contestare l’accusa di maltrattamenti, fisici e psicologici, ai danni dei piccoli alunni, tutti bambini di età compresa fra tre e cinque anni.

Gli episodi, così come riportati, riferiscono di schiaffi e strattonamenti, minacce e insulti rivolti nei confronti dei bimbi. Per impedire la reiterazione del reato, anche in considerazione della ripresa dell’attività, il gip aveva accolto la richiesta di arresti ai domiciliari. Da oggi sostituiti con l’interdizione dall’esercizio dell’attività di educatrice.

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