Martedì, 19 Ottobre 2021
Cronaca

Torna la luce in contrada Montenegro, al buio per mesi dopo i furti di cavi elettrici

Torna la luce in contrada Montenegro a Brindisi, dove numerosi furti di cavi elettrici dal sottosuolo perpetrati nei mesi scorsi allo scopo di ricavare rame hanno lasciato la zona al buio per molto tempo. Da qualche giorno i tecnici della Energeko si stanno occupano dei lavori di ripristino della pubblica illuminazione

BRINDISI – Torna la luce in contrada Montenegro a Brindisi, dove numerosi furti di cavi elettrici dal sottosuolo perpetrati nei mesi scorsi allo scopo di ricavare rame hanno lasciato la zona al buio per molto tempo. Da qualche giorno i tecnici della Energeko, la ditta che si occupa della manutenzione della pubblica illuminazione per conto del Comune di Brindisi, si stanno occupano dei lavori di ripristino della pubblica illuminazione. L’intervento è stato attuato grazie anche all’interessamento dell’Adoc.

“Era una situazione pericolosissima per i residenti ma anche per i numerosi automobilisti in transito e cittadini che frequentano la zona, tra cui molti extracomunitari a bordo di mezzi di fortuna o a piedi per raggiungere le campagne o il centro di Restinco. La scarsa visibilità oltre al fondo stradale sconnesso, in più punti, rappresentano un pericolo reale per la sicurezza – si legge in una nota stampa - l’Adoc essendo stata informata del pericolo da alcuni residenti si è attivata immediatamente presso i competenti uffici comunali per la risoluzione del problema. Oggi possiamo annunciare la riattivazione dell’impianto di illuminazione dopo i lavori eseguiti dalla Energeko grazie all’attenzione mostrata dal responsabile della ripartizione Lavori Pubblici servizio impianti tecnologici, l’ingegnere Giuseppe Augusto. Auspichiamo, ora un’attenzione sulla manutenzione del fondo stradale. Inoltre chiediamo che fenomeni diffusi relativi al furto di cavi in rame ed anche di tombini in ghisa vengano opportunamente contrastati mediante un’attività di prevenzione che preveda maggiori controlli sul territorio ma anche presso i centri di raccolta dove diviene possibile “riciclare” tali materiali. Un fenomeno in crescita e preoccupante tale da determinare vere e proprie trappole lungo i tracciati stradali mettendo a repentaglio la vita dei cittadini. L’attenzione di Adoc rientra nelle attività della campagna nazionale per la sicurezza stradale #lavitanonhaprezzo”.

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