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Torna la luce su vasche limarie e Porta Mesagne: "Ora giù i capannoni"

Ripristinato l'impianto di illuminazione adiacente alle due opere storiche, ma i vecchi capannoni occultano il monumento. Italia Nostra: "L'Enel trasferisca subito i vecchi immobili al Comune"

BRINDISI - E’ stato finalmente riattivato l’impianto di illuminazione delle Vasche Limarie e dell’adiacente arco di Porta Mesagne, opere che erano state restaurate negli anni 90. Le Vasche Limarie sono costruzioni in carparo risalenti all’epoca romana realizzate per la raccolta delle acque rivenienti dai pozzi esterni alla città mentre gli archi di Porta Mesagne (o Porta Napoli) sono stati scoperti nel 1530, quando fu costruito il “Bastioni Carlo V” a protezione e difesa della porta di accesso alla città.

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Ma queste opere, che costituiscono parte di rilevante valore del patrimonio archeologico, storico e culturale delle città, continuano ad essere interrotte dalla parte di via Bastioni Carlo V, completamente coperte dalle costruzioni dei vecchi uffici un tempo utilizzati dall’Enel, ma da anni in disuso, che ne impediscono la veduta per tutta la loro lunghezza. Un danno incalcolabile per la valenza ed il significato autentico della Vasche Limarie sottratte così all’interesse ed all’apprezzamento del patrimonio storico-culturale della città che tende alla valorizzazione della ricchezza della sua antichità per investire a beneficio del turismo.

L’associazione Italia Nostra da tempo è impegnata a sostenere la battaglia di sensibilizzazione del Comune nei confronti dell’Enel per ec0c244b-ab07-4711-982a-16c94f0e7f2c-2liberare la veduta della Vasche Limarie dai fabbricati incomprensibilmente costruiti sulla via Bastioni Carlo V, annuncia ora l’imminente istanza ufficiale di incontro con il sindaco Riccardo Rossi.

“In questi giorni formalizzeremo la richiesta di un incontro della nostra Associazione con il sindaco Rossi” - ha dichiarato Mimmo Saponaro, referente regionale della comunicazione di Italia Nostra - “In quell’incontro sosterremo ancora una volta la necessità che Enel ceda gratuitamente al Comune di Brindisi tutti gli immobili di loro proprietà e da anni inutilizzati, per essere demoliti in modo tale da liberare un bene che rappresenta un importante parte del patrimonio storico-culturale della città. Siamo sicuri che avremo la massima disponibilità da parte del sindaco Rossi che già in passato, pur essendo fra le file dell’opposizione, aveva manifestato grande interesse ad impegnarsi per sollecitare l’Enel a risolvere favorevolmente il problema che sta a cuore di tutta la città”.

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L’ impegno di Italia Nostra sarà ampliato e rivolto a liberare Porta Lecce dai capannoni che coprono gran parte delle mura e dalle costruzioni che sono a ridosso della porta, per passare alla sistemazione razionale del piazzale antistante la Chiesa di Santa Maria del Casale. L’incontro dovrebbe essere anche l’occasione opportuna per avere rassicurazioni dal sindaco Rossi sulla destinazione dell’antico Monastero delle Monache Nere di San Benedetto, già Caserma Carafa D’Andria che fa parte integrante del comparto della Chiesa e del Chiostro di San Benedetto dell’XI sec. , bene  dichiarato “di interesse storico artistico  e sottoposto a vincolo dal Ministero per i Beni e le attività culturali”, ed all’interno del quale da qualche settimana sono in corso lavori dichiarati di pulizia e manutenzione ordinaria.

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