Torna la vita, Azzurra ha fatto l'esame

BRINDISI - La sinergia tra l'Istituto professionale per i servizi sociali Morvillo Falcone, la direzione sanitaria dell'ospedale Antonio Perrino ed i medici del Centro ustioni sta funzionando. L'obiettivo era quello di assicurare a tutte le ragazze colpite nell'attentato del 19 maggio scorso il diritto allo studio e la possibilità di affrontare le prove di fine anno. E così è stato. Azzurra Camarda, una delle due studentesse del Morvillo ancora ricoverate nel Centro ustioni (assieme a Sabrina Ribezzi), il 9 giugno ha ricevuto la visita della commissione per l'esame di qualificazione del terzo anno. Lo si è appreso stamani.

Azzurra Camarda

BRINDISI - La sinergia tra l'Istituto professionale per i servizi sociali Morvillo Falcone, la direzione sanitaria dell'ospedale Antonio Perrino ed i medici del Centro ustioni sta funzionando. L'obiettivo era quello di assicurare a tutte le ragazze colpite nell'attentato del 19 maggio scorso il diritto allo studio e la possibilità di affrontare le prove di fine anno. E così è stato. Azzurra Camarda, una delle due studentesse del Morvillo ancora ricoverate nel Centro ustioni (assieme a Sabrina Ribezzi), il 9 giugno ha ricevuto la visita della commissione per l'esame di qualificazione del terzo anno. Lo si è appreso stamani.

L'esame si è svolto ovviamente rispettando tutte le precauzioni imposte dalle condizioni della giovane paziente, che si trova in un locale asettico per scongiurare il rischio di infezioni molto alto in caso di ustioni gravi. E' stata un'emozione forte soprattutto per i commissari d'esame, ma anche per la stessa Azzurra, che sta tornando progressivamente alla speranza di avere una vita normale, anche se la attende ancora un impegnativo periodo di cure ed interventi. C'è anche la soddisfazione del personale medico e paramedico del reparto, che non si è risparmiato per salvare la vita ad Azzurra e Sabrina.

Il fatto che la studentessa alcuni giorni fa abbia potuto affrontare la prova d'esame è un risultato importante dunque per tutti: per Azzurra Camarda stessa, per il personale sanitario che la sta curando, per la sua scuola e rappresenta la migliore risposta a chi voleva cancellare la sua vita ed i suoi diritti in nome di ragioni ancora oscure ma certamente abiette e criminali. Costoro sono riusciti a fare ciò invece con Melissa Bassi, morta a 16 anni, e qui invece dei medici sono in prima linea gli investigatori, impegnati perchè ognuno dei responsabili paghi il conto con la giustizia, con la società e con le famiglie di melissa e delle altre compagne.

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“Azzurra è forte, ha affrontato dure prove nella sua vita e ne è sempre uscita vincitrice, ce la farà anche questa volta”, le alunne della IIIA dell’istituto professionale “Morvillo Falcone” che non avevano lasciato un solo minuto la loro compagna di classe coinvolta nell’esplosione, avevano detto ciò nelle drammatiche ore successive all'attentato. A quanto pare avevano ragione. E aspettano solo di poterla avvicinare finalmente fuori dal reparto ustionati. Dovranno starle accanto anche nei prossimi mesi, e loro lo sanno.

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