Cronaca

Tornano Antonino e il carbone

BRINDISI – Ancora una volta il carbone Edipower. E ancora una volta la magistratura che copre i vuoti di un sistema di vigilanza della politica e dei partiti a Brindisi pressoché inesistente. Il timore è che la città per l’ennesima volta a pochi passi da un nuovo trauma, anche se è troppo presto per tirare conclusioni e puntualizzare accuse. Ma la sensazione è quella. Il punto focale di questa nuova indagine è sempre lui, Giovanni Antonino, già passato tra le fiamme della Tangentopoli brindisina e dello scandalo British Gas, vicende sviluppatesi nel corso della permanenza a palazzo di città delle tre maggioranze di cui fu sindaco: 1997-2003 gli anni cruciali.

Un camion per il trasporto del carbone

BRINDISI - Ancora una volta il carbone Edipower. E ancora una volta la magistratura che copre i vuoti di un sistema di vigilanza della politica e dei partiti a Brindisi pressoché inesistente. Il timore è che la città per l'ennesima volta a pochi passi da un nuovo trauma, anche se è troppo presto per tirare conclusioni e puntualizzare accuse. Ma la sensazione è quella. Il punto focale di questa nuova indagine è sempre lui, Giovanni Antonino, già passato tra le fiamme della Tangentopoli brindisina e dello scandalo British Gas, vicende sviluppatesi nel corso della permanenza a palazzo di città delle tre maggioranze di cui fu sindaco: 1997-2003 gli anni cruciali.

Ma adesso l'uomo ricompare nel suo ruolo di consulente industriale, sempre nel centro degli affari che dominano l'economia brindisina, tutti legati all'energia: le fonti rinnovabili, e di nuovo il carbone, quello che era stato il principale motivo del suo primo arresto nell'ottobre del 2003. Si ritrovano di fronte lui ed il pm della altre due inchieste, Giuseppe De Nozza. Sembra una partita mai conclusa, ma solo romanzando questa storia si potrebbe pensare quasi ad una sfida personale. E' di tutt'altro genere, la realtà. L'affare però è sempre quello: la movimentazione del carbone Edipower.

Dell'indagine si sa pochissimo, forse il 5 per cento. Ci sono due posizioni, al momento, in cui l'ipotesi di reato che ha condotto stamani il Nucleo di polizia tributaria ad eseguire una serie di perquisizioni in uffici e domicili è di abuso di ufficio: quella - per sua stessa ammissione, come vedremo - dell'assessore comunale alla Programmazione economica Francesco Cannalire, spesso indicato come persona legata ad Antonino, immagine altrettante volte respinta dagli interessati, e quella del segretario generale dell'Autorità portuale, Nicola Del Nobile (il commissario Fernando Lolli in un mese di permanenza alla guida dell'ente oggi si è trovato oggi la Finanza in casa per la seconda volta).

Cannalire in serata ha diramato una nota: "In data odierna ho ricevuto una informazione di garanzia nella quale si ipotizza un abuso in atti di ufficio con contestuale invito per un interrogatorio che si terrà al più presto. Intendo chiarire ogni aspetto nella certezza della linearità del mio comportamento non avendo mai finalizzato il mio incarico pubblico se non verso le esigenze del territorio. Allo stato il riserbo delle indagini non consente alcun altra puntualizzazione; anticipo che intendo rispondere a tutte le domande che mi saranno formulate, avendo totale fiducia negli accertamenti che l'autorità giudiziaria vorrà svolgere".

Dunque gli interrogatori sono alle porte. Incluso quello di Del Nobile, per il quale l'ipotesi di abuso di ufficio potrebbe essere legata alle autorizzazioni firmate per consentire le attività delle carboniere Edipower alla banchina di Costa Morena Est. Non si vede altra ragione, allo stato attuale e stante il riserbo. A Del Nobile, però, il Comitato portuale non ha mai contestato tale atto, che sarebbe stato di esclusiva competenza del presidente dell'Authority. Comitato in cui sono rappresentati gli enti locali, la Regione, e tutti gli attori della portualità brindisina.

Pochissimo si sa della posizione di Antonino, che sarebbe stata definita "pirotecnica", e di Cosimo Convertino che nella vicenda compare come imprenditore e non nella sua doppia veste istituzionale di vicepresidente della Camera di Commercio e del Consorzio Asi. Si parla di una sua partecipazione ad una riunione tra imprenditori dedicata alla movimentazione del carbone Edipower, ma questo semplice atto non spiegherebbe da solo la perquisizione. Antonino, Convertino e Cannalire hanno lo stesso avvocato difensore (ormai "storico" per l'ex sindaco), Massimo Manfreda. Elemento che qualifica le rispettive posizioni di indagati non incompatibili tra loro. Nel bene e nel male.

Situazione delicatissima, dunque, e tensione destinata a permanere sino al momento degli interrogatori fissati dal pm Giuseppe De Nozza in almeno quattro palazzi cittadini: quello del municipio, la sede dell'Autorità portuale, quella della Camera di Commercio è quella più lontana dell'Asi all'ex Punto Franco dove oggi però - ha detto il presidente Marcello Rollo - la Finanza non si è vista.

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