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Il Cara-Cie di Restinco

Il Cara-Cie di Restinco

Anarchici: convalida arresti e scarcerazione. L’avvocato critica il questore

Il gip dispone l’obbligo di dimora, sono accusati di resistenza ed esplosioni pericolose per i fatti di Restinco. Ma il difensore chiede perizia sul petardo e registrazioni delle videocamere. E contesta l'intervista di Gentile

BRINDISI – Arresto convalidato per i tre giovani anarchici finiti in carcere sabato pomeriggio, dopo la protesta davanti al Cie di Restinco: il gip del Tribunale di Brindisi ha disposto per tutti la remissione in libertà e l’obbligo di dimora nei rispettivi comuni di abituale residenza, così come chiesto dal pm. Giulio Patarnello 21 anni originario di Lecce, ma residente a Lequile, Ferruccio Rizzo 29 anni di Copertino (Le) e Simone Carlino 35 anni di Spilinbergo (Pn), entrambi residenti a Lecce, sono comparsi questa mattina alle 10 davanti al giudice per le indagini preliminari Maurizio Saso per la convalida dell’arresto avvenuto il 9 gennaio, con le accuse di resistenza a pubblico ufficiale e accensioni ed esplosioni pericolose.

Patarnello è stato denunciato anche per “inosservanza del divieto di ritorno nel comune di Brindisi” emesso dal questore di Brindisi a loro carico nel novembre 2015. Hanno deciso tutti di avvalersi della facoltà di non rispondere, di fronte alle domande del gip e del sostituto procuratore Antonio Costantini, lasciando che a parlare fosse il loro avvocato di fiducia, Francesco Calabro del Foro di Lecce.

Il penalista attende la perizia su un artificio pirotecnico trovato davanti all’ingresso del Centro di identificazione ed espulsione di Restinco, alle porte di Brindisi: secondo la ricostruzione degli agenti intervenuti sul posto i tre avrebbero cercato di lanciare la bomba carta all’interno della struttura, ma non sarebbero riusciti nel loro intento per via della recinzione, mentre per l’avvocato si tratterebbe di un petardo. E se così fosse, secondo la tesi difensiva, potrebbe cambiare lo scenario con conseguenze sul capo di imputazione.

Né tanto meno, secondo il penalista, è stato lanciato nulla poiché dal filmato mandato in onda nel tg si vede una nuvola di fumo provocata dall’accensione di qualcosa che ritiene essere molto al di fuori rispetto al centro. Secondo il difensore, inoltre, non sarebbero corrispondenti all’esatta dinamica dei fatti le dichiarazioni rilasciate dal questore di Brindisi nel servizio mandato in onda su Rai 3, secondo cui i tre avrebbero tentato la fuga, non essendo possibile andare altrove. Per questi motivi ha chiesto l’acquisizione delle immagini registrate dalle telecamere di sorveglianza poste a protezione del centro di Restinco.

Nessuna precisazione, invece, rispetto allo striscione che i tre hanno portato ed esposto nel piazzale esterno: c’era un numero di telefono corrispondente a un centro che presta assistenza e consulenza a chi richiede asilo politico e c’era anche la scritta ‘liberi tutti’. Tutti e tre risultano iscritti al centro anarchici di Lecce. Patarnello e Rizzo sono anche coinvolti nell'inchiesta coordinata dalla procura di Lecce sul  corteo contro il raduno nazionale nel Salento di Casa Pound che ha portato all’identificazione di 38 partecipanti, stando agli accertamenti delegati alla Digos.

Articolo aggiornato alle 17.23

 

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