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Il sindaco Margheriti. Sotto, l'avvocato Raffaele Missere

Il sindaco Margheriti. Sotto, l'avvocato Raffaele Missere

Corruzione: il sindaco di Erchie torna libero per decorrenza termini

Torna in libertà per decorrenza dei termini della custodia cautelare il sindaco di Erchie, Giuseppe Antonio Salvatore Margheriti, arrestato per corruzione il 4 luglio scorso dalla Squadra mobile brindisina assieme al vice sindaco

ERCHIE- Torna in libertà per decorrenza dei termini della custodia cautelare il sindaco di Erchie, Giuseppe Antonio Salvatore Margheriti, arrestato per corruzione il 4 luglio scorso dalla Squadra mobile brindisina assieme al vice sindaco e omonimo Domenico Margheriti, per una tangente da 80mila euro legata all’appalto di lavori per le infrastrutture primarie nella zona Pip della cittadina da loro amministrata. Margheriti era agli arresti domiciliari.

Il suo avvocato, Raffaele Missere, dopo il rigetto dell’istanza da parte del Tribunale del Riesame, il 5 ottobre è tornato a chiedere al gip la scarcerazione del proprio assistito considerato che erano trascorsi tre mesi dalla data di notifica dell’ordinanza di custodia cautelare, spiccata su richiesta della Direzione distrettuale antimafia di Lecce nell’ambito di una più vasta operazione con epicentro delle indagini a Taranto, nel corso delle quali erano state intercettate conversazioni sospette tra due imprenditori.

L'avvocato Raffaele MissereL’avvocato Missere ha rilevato che i tempi della commissione del reato ipotizzato e delle stesse conversazioni successivamente avvenute (quelle intercettate dagli investigatori)sono antecedenti all’entrata in vigore della nuova normativa anticorruzione, la 190 del 6 novembre 2012, e che in base al principio dell’applicazione della legge più favorevole all’imputato tra quella vigente all’epoca del reato e le successive, il termine di decorrenza che andava applicato era quello precedente alle previsioni correnti dall’entrata in vigore della 190/2012.

L'indagine

Infatti, secondo l’ordinanza di custodia cautelare notificata il 4 luglio 2017, le ultime ipotesi di reato a carico di Margheriti risalgono all’ottobre 2012, quando era ancora in vigore la norma che prevedeva un termine per la custodia cautelare di tre mesi per capi di imputazione che prevedevano una pena massima di sei anni di reclusione.  E visto che nei tre mesi in questione il pm non ha né chiesto il rinvio a giudizio, né il giudizio immediato a carico del sindaco di Erchie, la custodia cautelare era da considerarsi decaduta.

Il giudice delle indagini preliminari ha convenuto con le argomentazioni del difensore, e visto anche il parere favorevole del pm della Dda di lecce, oggi 10 ottobre ha disposto la remissione in libertà di Margheriti. Il 26 luglio il suo vice era stato scarcerato essendosi dimesso dall’incarico, mentre il sindaco si era visto respingere dal gip l’istanza di scarcerazione per pericolo di reiterazione del reato, avendo rifiutato di dimettersi malgrado il decreto prefettizio di sospensione dall’incarico.

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