Cronaca

Torre Guaceto: 6 lavoratori restano a casa, scoppia la querelle nel consorzio

Continuano le polemiche intorno alla gestione della riserva naturale di Torre Guaceto. Ad innescare l'ultima querelle è Cosimo Santacroce, consigliere d'amministrazione del consorzio, che attraverso un comunicato stampa accusa il direttore Alessandro Ciccolella di aver licenziato 6 dipendenti a tempo determinato, come ripicca per la loro "vicinanza" allo stesso Santacroce. Ma Ciccolella nega

BRINDISI – Continuano le polemiche intorno alla gestione della riserva naturale di Torre Guaceto. Ad innescare l’ultima querelle è Cosimo Santacroce, consigliere d’amministrazione del consorzio, che attraverso un comunicato stampa accusa il direttore Alessandro Ciccolella di aver licenziato 6 dipendenti a tempo determinato, come ripicca per la loro “vicinanza” allo stesso Santacroce. Ma Ciccolella, contattato da BrindisiReport, nega risolutamente la chiave di lettura fornita dal consigliere di amministrazione, chiarendo in che modo si è arrivati alla mancata riconferma dei sei lavoratori in questione. 

Ma quali sono, nello specifico, le accuse mosse da Santacroce al direttore del consorzio? “Il 31 luglio  - si legge nella nota firmata da Santacroce - sei dipendenti a tempo determinato, nel pieno svolgimento dell'attività del consorzio di Torre Guaceto vengono licenziati in tronco dal direttore plenipotenziario, senza alcuna motivazione”.

“Appare assai difficile  - prosegue Santacroce - ingoiare tale decisione per le vittime di questo atteggiamento arrogante e spregiudicato, ad appena un mese dalla loro assunzione, e con una ben diversa prospettiva economica. Unica spiegazione plausibile (peraltro riferita dallo stesso direttore ai malcapitati) è la loro ‘vicinanza’ al consigliere di amministrazione Cosimo Santacroce, non più in sintonia con tale modus operandi dello stesso Ciccolella e del suo sottoposto Vincenzo Epifani (che dallo scorso 21 luglio è il nuovo presidente dell’assemblea consortile, ndr)”. 

Santacroce dunque chiede l’intervento della politica. “E’ il momento – scrive il consigliere di amministrazione - che il sindaco di Carovigno con la sua amministrazione principale consorziata che, peraltro, avevano chiesto garanzie per la salvaguardia dei posti di lavoro locali, facciano conoscere la propria posizione. Al di là del colore politico, ove ce ne fossero ancora, le persone hanno famiglia e sentimenti, non possono essere trattate come i trenini del direttore’”. “Invito il sindaco di tutta Carovigno  - conclude Santacroce - ad attivarsi per la immediata revoca di tale infame determinazione e restituire così dignità e serenità ai dipendenti licenziati ed alle loro famiglie”.

Ma Ciccolella spiega di non avere nulla a che fare con il “licenziamento” dei sei lavoratori. “Avevamo un contratto con una società interinale (la Wintime, ndr) – dichiara Ciccolella – che ha fornito personale utilizzato all’interno del lido di Torre Guaceto. Il 31 luglio il contratto è scaduto. Nel frattempo avevamo fatto una gara per individuare una nuova società interinale, all’insegna della massima trasparenza”. La gara è stata vinta dalla “Gi Group”. La stessa ha aperto le iscrizioni, per poi procedere con una selezione del personale. 

“Delle 24 persone che hanno svolto il servizio da noi – spiega Ciccolella – sei sono stati sostituite, le altre sono rimaste. La selezione viene fatta dalla società interinale, non da noi, in base al curriculum presentato dagli iscritti. Per massima trasparenza, ad ogni modo, abbiamo comunicato ai dipendenti che la società interinale aveva aperto le iscrizioni attraverso una procedura con evidenza pubblica, in maniera che tutti potessero parteciparvi. La precedente società interinale, visto che ci trovavamo in una fase di emergenza, aveva ricevuto l’incarico con affidamento diretto. Ma stavolta abbiamo indetto un bando per l’individuazione della nuova società, la quale a sua volta ha avviato una procedura di selezione”. 

Il“licenziamento”dei sei lavoratori, dunque, non sarebbe in alcun modo riconducibile a una serie di divergenze fra lo stesso Ciccolella (insieme al suo “sottoposto” Epifani) e Santacroce. “Epifani – conclude Ciccolella – è il mio presidente, non il mio sottoposto”.

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