Cronaca

Torre Guaceto: Ciccolella nel mirino degli incendiari. "Non mi intimoriscono"

“Chi ha fatto questa cosa penso che non mi conosca. Io non mi faccio intimorire. Sono ancora più stimolato ad andare avanti”. Il direttore del consorzio di gestione dell’oasi di Torre Guaceto, Alessandro Ciccolella, reagisce così agli incendiari che giorni fa hanno dato fuoco al portone di ingresso della villetta estiva dei suoi genitori situata a Torre Santa Sabina

CAROVIGNO – “Chi ha fatto questa cosa penso che non mi conosca. Io non mi faccio intimorire. Sono ancora più stimolato ad andare avanti”. Il direttore del consorzio di gestione dell’oasi di Torre Guaceto, Alessandro Ciccolella, reagisce così agli incendiari che giorni fa hanno dato fuoco al portone di ingresso della villetta estiva dei suoi genitori situata a Torre Santa Sabina, in contrada Carisciola. Ciccolella e i suoi famigliari si sono accorti del raid incendiario nella mattinata di ieri (5 dicembre). Ma non si sa con esattezza quando siano entrati in azione gli attentatori.

Sull’episodio indagano i carabinieri della compagnia di San Vito dei Normanni. Gli stessi erano già impegnati a far luce su una lunga serie di atti intimidatori che di recente hanno interessato diverse persone che operano nella riserva marina. Il più recente risale allo scorso ottobre, quando vennero danneggiate cinque telecamere del sistema di videosorveglianza installato da poco in località Penna Grossa e nascosta fra la vegetazione venne trovata una tanica di benzina.

In precedenza erano state incendiate le auto di pescatori autorizzati ad esercitare attività di pesca nell’oasi, vennero esplosi dei colpi di arma da fuoco contro l’abitazione di un consigliere d’amministrazione, venne cosparso di olio esausto il muro perimetrale dell’ex presidente del consorzio, Mariella Milani, e vennero rotti i finestrini dell’auto del segretario amministrativo. Adesso quest’ondata di intimidazioni investe anche il direttore del consorzio.

“Sicuramente – dichiara Ciccolella a BrindisiReport – non si tratta di un gesto indirizzato ai miei anziani genitori o ai miei due fratelli. Hanno voluto prendere di mira me”. Ciccolella parla di un clima generale che è “ancora molto pesante” intorno al consorzio. Il dirigente non è in grado di indirizzare gli investigatori su una pista precisa, ma di certo non si sfugge dal contesto dell’oasi, interessata in questo periodo “da attività molto delicate”, afferma Ciccolella.

“Negli ultimi 15 giorni – afferma il direttore – abbiamo lavorato molto sul contrasto alla pesca di frodo (proprio in settimana la guardia di finanza ha denunciato due persone che pescavano senza autorizzazione nella riserva, ndr). Stiamo collaborando con il Corpo forestale su alcuni casi di abusivismo edilizio nella zona di Punta Penna Grossa, dove ci sono della case che dovranno essere abbattute”.

Ciccolella spiega inoltre che la riserva nei prossimi mesi sarà oggetto di un ampliamento nella sua componente di Brindisi e Carovigno, che in considerazione anche dei vincoli previsti dal nuovo piano paesaggistico territoriale regionale renderà necessario lo spostamento delle due aree parcheggio di Apani e Punta Penna Grossa.

“La documentazione riguardante queste attività – afferma Cicolella – gira. Sono cose che si sanno. Quando si ha a che fare con la gestione di un’area protetta si toccano moltissimi interessi. Ma vi sono anche tanti imprenditori, agricoltori e pescatori, oltre alle cooperative che collaborano nelle attività turistiche, che rappresentano un elemento positivo della riserva”.

Ciccolella, ad ogni modo, si dice sereno. “Seguirò con maggiore zelo – afferma il direttore – le indicazioni del mio consiglio di amministrazione. Prima di ricoprire questo incarico facevo il volontario qui a Torre Guaceto. Non si tratta solo di lavoro. E' una passione. Mi dispiace solo che se la siano presa con i miei famigliari”. 

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