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Le operazioni di sequestro della Capitaneria di porto dello scorso agosto

Le operazioni di sequestro della Capitaneria di porto dello scorso agosto

Torre Guaceto: dissequestrati chiosco e servizi igienici

Dissequestrati il chiosco, i wc e gli spogliatoi realizzati presso la stabilimento di Torre Guaceto. "Il consorzio non ha commesso alcuna irregolarità"

CAROVIGNO – Il consorzio di Torre Guaceto non ha commesso alcuna irregolarità nella realizzazione delle opere situate presso lo stabilimento balneare della spiaggia di Punta Penna Grossa, che lo scorso 5 agosto erano state sottoposte a sequestro preventivo da parte della  procura di Brindisi, a seguito di un sopralluogo effettuato il giorno prima dagli uomini della Capitaneria di porto. Il gip del tribunale di Brindisi, Paola Liaci, ha accolto l’istanza di dissequestro presentata dagli avvocati del consorzio, Ladislao Massari e Stefano Lino, disponendo la restituzione all’avente diritto di quanto sequestrato.

I sigilli erano stati apposti: a  un “chiosco bar sopra un basolato prefabbricato composto da vari moduli Il sindaco Carmine Brandi ed Enzo Epifani-2estesi per una superfice di 65,61 metri quadri”; a “sei locali, per una superficie di circa 14 metri quadri, realizzati mediante struttura in legno ed alluminio, distinti in tre locali igienici, di cui uno per disabili, due locali adibiti a spogliatoio e un wc privato”; a “tre fosse imhoff interrate e munite di pozzetti di ispezione insistenti sopra area retrostante ai servizi igienici”.

Il pm contestò delle irregolarità in materia ambientale al presidente del consorzio, Vincenzo Epifani, che risulta indagato per i reti di: occupazione di area di demanio marittimo esterna all’area già all’oggetto di concessione (per aver invaso “arbitrariamente, al fine di occuparla e di trarne profitto, un’area diversa e contigua” rispetto a quella prevista dalla concessione demaniale marittima rilasciata il 28 luglio 2008 dalla Regione Puglia, rinnovata il 6 maggio 2014); esecuzione di opere in assenza e/o difformità di autorizzazione paesaggistica,  per aver commissariato la realizzazione delle opere poste sotto sequestro, in assenza di autorizzazione paesaggistica necessaria in quanto trattasi di opere che insistono in una zona costiera e nel territorio della riserva naturale protetta di Torre Guaceto, nonché in zona Sic, e in assenza di autorizzazione paesaggistica per l’allocazione di quelle opere in quella posizione.

Ma la difesa ha sconfessato i rilievi mossi dal pm (che ha espresso parere sfavorevole rispetto all’istanza di dissequestro), depositando, con le osservazioni integrative, documentazione e argomentando (con richiamo al regolamento regionale del 10 aprile 2016) “in maniera convincente – come si legge nelle motivazioni del gip – sulla possibilità di posizionare gli spogliatoi sull’area dove insistono, evidenziando l’uso pubblico e gratuito anche degli spogliatoi”.

“Quanto alle altre irregolarità riscontrate in prima battuta – scrive ancora il giudice – e riguardanti il chiosco bar e le fosse imhoff, ritiene il giudicante che, con riferimento al primo, la riduzione in pristino è stata interrotta proprio a seguito del sequestro preventivo operato d’urgenza dalla polizia giudiziaria e poi convalidato da questo giudice, mentre l’impianto riguardante le seconde risulta eseguito a regola d’arte e comunque nell’ambito delle prescritte autorizzazioni (come documentati dalla difesa nelle osservazioni integrative)”.

Il contenuto del provvedimento di dissequestro è stato illustrato dallo stesso Epifani nel corso di una conferenza stampa svoltasi presso il castello di Carovigno, in presenza anche del sindaco di Carovigno, Carmine Brandi, e del direttore del consorzio, Alessandro Ciccolella. In una nota diramata a margine della conferenza viene rimarcato come l’estate 2016 “si sia caratterizzata per aver visto frequentatori di Torre Guaceto quali vittime di notevoli disagi patiti con maggior forza proprio il consorzio, che da un lato è stato sottoposto alla gogna mediatica, perché reo di aver compiuto ipotetici illeciti, e dall’altro privato, conseguentemente ai fatti, di ingenti introiti destinati alla riserva e che sarebbero stati vitali per la gestione e la tutela della stessa”.  

Di seguito, l’intervento di Epifani.

“Grazie all’opera meritoria della Magistratura, il caso sequestri può essere finalmente archiviato, ma è doveroso fare ulteriori precisazioni circa le numerose problematiche che nel corso dell’estate hanno gettato Torre Guaceto nel tritacarne del malcontento e della cattiva informazione. Quando parlo di aree parcheggio in Riserva, non posso non ricordare che a conclusione del precedente mandato di presidente, ho lasciato una Riserva ben organizzata sotto tutti i punti di vista. Quest’anno, in occasione del secondo mandato, mi sono ritrovato in una situazione caotica”.

“Già dai primi giorni dell’insediamento ho lavorato insieme al Consiglio di Amministrazione per la proposta di piani risolutivi e volti al pubblico nell’ambito parcheggi. A questo Ente competeva avanzare proposte, ai Comuni soci decidere quale strada percorrere ed anche la tempistica. Di conseguenza, è mia precisa volontà rispedire al mittente tutte le accuse piovute nell’estate 2016 circa una tardiva e inappropriata gestione delle aree parcheggio. Non solo, voglio sottolineare che siamo già a lavoro per l’individuazione di aree definitive, infatti, ho inserito l’argomento all’ordine del giorno nell’ambio dell’Assemblea dei Soci dello scorso 14 settembre, ma purtroppo il tema non è stato affrontato per questioni di tempo”.

“Questo non fa altro che evidenziare l’impegno profuso da questo Ente e da me, in prima persona, nella tutela attiva della Riserva di Torre Guaceto e nella realizzazione di opere che la mettano a riparo di ogni tipo di danneggiamento possibile. Al mio attuale insediamento ho trovato una Riserva segnata dagli scarichi di un impianto di depurazione di acque fognarie. Abbiamo lavorato tanto per far sì che l’attività cessasse e il nostro impegno è stato ripagato”.

“La Regione Puglia ha, infatti, accordato a questo Ente un finanziamento per la progettazione di opere per il riutilizzo dei reflui provenienti dall’impianto di depurazione e quindi per l’interruzione dello scarico degli stessi nelle acque della Riserva. La Regione Puglia ha, inoltre, valutato con molto interesse la proposta progettuale e sono attualmente in corso tavoli tecnici per la verifica del relativo finanziamento per un importo pari a 8milioni di euro. Inoltre, in questi giorni stiamo mettendo a frutto l’esperienza sviluppata nel campo della filiera della pesca sostenibile allargando il modello da noi ideato all’interno territorio rientrate nell’area del Gal Alto Salento attraverso proposte relative alle strategie e alle azioni del piano di azione locale (Pal) che il Gal candiderà ai relativi avvisi pubblici della Regione Puglia nei prossimi giorni”.

“ Mentre taluni cercano quotidianamente di distruggere la Riserva di Torre Guaceto, noi lavoriamo per salvaguardarla. Ragioni che hanno fatto sì che la Riserva sia stata qualificata quale una delle migliori realtà protette naturalistiche a livello internazionale, che spingono costantemente registi e artisti di fama mondiale, per ultima la cantante Elisa, a scegliere Torre Guaceto quale location per i propri lavori”.

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