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Martedì, 18 Gennaio 2022
Cronaca Carovigno

Matrimonio sotto la torre dell'Area marina protetta: basta pagare, mille euro per un sì

In barba all'ecosistema, ai divieti che impediscono ai visitatori di raggiungere il cuore di una meraviglia che madre natura ha concesso la Puglia con qualsiasi mezzo a motore e perfino con un cane al guinzaglio.

CAROVIGNO - Mille euro e il matrimonio lo celebri in un posto incantevole, un’oasi marina protetta. In barba all’ecosistema, ai divieti che impediscono ai visitatori di raggiungere il cuore di una meraviglia che madre natura ha concesso la Puglia con qualsiasi mezzo a motore e perfino con un cane al guinzaglio. Perché lì ogni intrusione rischia di scombinare gli equilibri, di ferire il territorio e le specie che vi abitano. A Guaceto non si può neppure fare il bagno, ed è giusto che sia così, perché l’invadenza umana potrebbe rovinare tutta la magia. E invece ieri proprio la zona pressoché off limits era stata invasa da gazebo bianchi. I bagni chimici accanto alla torre. Il banchetto con i calici per gli aperitivi, la carne arrosto (che non s'è potuta fare causa tromba d'aria) e perfino il taglio della torta nuziale a più piani. Le sedie, gli sposi. Il consigliere comunale a officiare il rito civile. E tante foto su Facebook.

Il “sì” all’ombra della torre lo hanno pronunciato due brindisini. Pochi intimi hanno partecipato alla cerimonia, durata non tantissimo. “E’ una sperimentazione – ha spiegato il sindaco di Carovigno, Mimmo Mele – alla quale abbiamo deciso di dare avvio per valorizzare il nostro patrimonio e la riserva, ma anche per raccogliere fondi. Per sovvenzionarci”. Il consiglio di amministrazione del consorzio di gestione dell’oasi marina protetta di Torre Guaceto è composto dal Comune di Brindisi, Comune di Carovigno e il Wwf Italia Onlus, la zona è interamente sottoposta a tutela del ministero dell’Ambiente. E’ stato proprio il Cda a fornire parere favorevole all’idea di autorizzare le nozze private nella riserva.

“A dire il vero – spiega Mele – la presidentessa, Mariella Milani, non era poi così d’accordo. Alla fine abbiamo però deciso di provarci. E’ una maniera per dare visibilità all’oasi e per ricavarci anche qualcosina, in tempi come questi. Vediamo come va, siamo pronti anche a rivedere in tutto o in parte le nostre posizioni, qualora non dovesse rivelarsi una trovata apprezzabile”.

Bagni chimici a Torre Guaceto-2In realtà la presidentessa Milani, quando aveva accolto il ministro Gian Luca Galletti, il 18 maggio scorso, che nel clou della sua campagna elettorale aveva deciso di fare tappa a Guaceto (spingendosi fin sotto la torre con tanto di blindato per la scorta), aveva preannunciato di voler trasformare quella meraviglia incontaminata che si scorgeva tutto intorno, qualcosa di assolutamente selvaggio e probabilmente conservato come un gioiello proprio perché rimasto tale, in una realtà turisticamente produttiva, in una attrattiva in grado di fare soldi: “Qui si può fare tanto – aveva detto – si possono organizzare mostre, cerimonie”. Il ministro, circondato dalla stampa, aveva annuito distrattamente. I giornalisti pensavano che la questione “ricevimenti” fosse un’iperbole, una esasperazione che alla fine i tecnici avrebbero provveduto a bloccare.

Un mese dopo, alle porte dell’estate, in una delle prime giornate di bel tempo, la sorpresa. Matrimonio all’americana, con baldacchino e gazebo, proprio lì. Nella zona su cui ricadono le prescrizioni più rigide. In un lembo di terra bellissimo e quasi non calpestabile, per rispetto della natura, degli animali, delle canne che fluttuano al vento.

Allestimento per festa matrimonio a Torre Guaceto-2Un piccolo rinfresco, qualche cin cin: il prezzo tutto sommato è alla portata di tutti. E assicura il sindaco Mele, rispondendo a domanda di BrindisiReport.it, che non vi sono preclusioni per nessuno. Qualsiasi coppia lo voglia, pagando la medesima cifra, può chiedere e ottenere le dovute autorizzazioni. Lì dove erano consentite solo visite guidate, sotto rigida sorveglianza, ora c’è un eventificio. Poco importa cosa ne pensi il popolo terrestre o marino che lì ci vive sul serio e che non ha diritto di parola: basta pagare. 

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