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Torre Guaceto: per l'Anac compatibile incarico a Epifani

Lo fa sapere lo stesso presidente dimissionario del Consorzio di Gestione. Ma la necessità di un commissariamento da parte del Ministero resta intatta

CAROVIGNO - "Il consiglio dell’Autorità nazionale anti corruzione, riunitosi lo scorso 17 febbraio, quest’oggi ha reso pubblico il proprio parere circa l’ipotesi di inconferibilità della presidenza del Consorzio di gestione di Torre Guaceto a Vincenzo Epifani. Sottoposto all’attenzione dell’organo da alcuni esponenti dell’opposizione in consiglio comunale a Carovigno, il fascicolo è stato archiviato perché, come riportato nel documento ufficiale, il presidente del Consorzio svolge funzioni 'meramente esecutive' della volontà del consiglio, non è quindi investito di responsabilità gestionali. Dunque, nel caso di specie non ci sono le condizioni per l’applicabilità del decreto legislativo 39/13 sull’inconferibilità e incompatibilità degli incarichi".

Lo fa sapere lo stesso Epifani, dimissionario dalla carica, con un comunicato però in gran parte dedicato alla polemica con i rappresentanti delle opposizioni consiliari a Carovigno, confermano la convinzione ormai di molti che l'Area marina protetta e la Riserva naturale di Torre di Torre Guaceto hanno bisogno di una governance sottratta alla politica locale, che ne condiziona nomine e ne influenza la vita stessa. Commissariamento da parte del Ministero dell'Ambiente, in attesa di una approfondita verifica della situazione, e poi la designazione diretta del presidente da parte dello stesso ministro, previa - se necessaria - una modifica dello statuto del Consorzio di gestione: queste le ipotesi avanzate anche da parte di parlamentari come la deputata Elisa Mariano.

Enzo Epifani, presidente del Consorzio di gestione di Torre Guaceto“Il parere espresso dall’Anac fa capire alla città di Carovigno quanto sarebbe stato dannoso per la nostra comunità avere come timonieri della cosa pubblica personaggi come quelli che oggi, subita la sconfitta elettorale, leggono i documenti, ma non sono in grado di comprenderli. Io sono sempre stato molto sereno, nonostante si fosse venuta a creare una situazione di dubbio intorno alla mia presidenza", accusa Epifani nel suo comunicato.

"Quando mi sono dimesso da consigliere comunale di Carovigno, non l’ho fatto per evitare presunti conflitti, ma per dare spazio alla dottoressa Franca Tagliente che ritengo possa dare un importante contributo al nostro consiglio e perché sono contrario ai doppi incarichi, poiché ritengo che sia molto difficile dare il meglio di sé quando ci si ritrova investiti di duplici responsabilità. Ma le mie parole non sono ben capite da chi oggi è all’opposizione in consiglio, proprio perché si fa del possesso della poltrona uno status symbol", dice ancora Vincenzo Epifani.

"Chi porta avanti questo tipo di azione politica danneggia il territorio rallentando la macchina amministrativa. Ricordo a me stesso e tutti che tre anni fa mi dimisi da presidente del Consorzio di Torre Guaceto per rispettare la volontà popolare, in quanto in quel periodo la città scelse un sindaco con il quale io non avevo possibilità di dialogo. Oggi che Carovigno ha dimostrato di avere fiducia in me, gli avversari politici avrebbero dovuto rispettare a loro volta la volontà popolare e riconoscermi la capacità di guidare Torre Guaceto, visto che, come se non bastasse quanto su detto, negli anni della mia presidenza, la Riserva è stata riconosciuta essere una delle cinque migliori aree protette d’Italia e d’Europa”.

L'incompatibilità formale non c'è, dice l'Anac, ma quella legata a ragioni di opportunità ed autonomia della gestione della riserva dalle faccende politiche di Carovigno (o di Brindisi) a quanto pare sussiste. In sede di audizione davanti alla delegazione della Commissione parlamentare antimafia giunta in Salento la scorsa settimana, il prefetto di Brindisi, Annunziato vardè, ha peraltro confermato di seguire con attenzione le vicende della riserva naturale, al centro anche di una oscura catena di attentati.

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