Martedì, 26 Ottobre 2021
Cronaca

Torre Guaceto roccaforte anche dei tassi: trovate tracce di esemplari

C'è una new entry nella riserva naturale di Torre Guaceto. Si tratta del tasso (Meles meles), un mammifero dell'ordine dei carnivori, in relazione alla dentatura, ma dalla dieta onnivora. La presenza del tasso nell'oasi è ormai accertata dalle numerose tracce trovate di recente in quasi tutta la zona a ridosso della costa

BRINDISI – C’è una new entry nella riserva naturale di Torre Guaceto. Si tratta del tasso (Meles meles), un mammifero dell’ordine dei carnivori, in relazione alla dentatura, ma dalla dieta onnivora. La presenza del tasso nell’oasi è ormai accertata dalle numerose tracce trovate di recente in quasi tutta la zona a ridosso della costa. Le attività di monitoraggio scientifico svolte quotidianamente all'interno della riserva permetteranno di stimare la popolazione di questo mammifero all'interno dell’area.

Si tratta di una specie notturna che trascorre le ore del giorno nella tana da cui esce al crepuscolo per ritornarci all’alba. Durante la notte ricerca il cibo costituito da tuberi, frutti, invertebrati e piccoli vertebrati. 

La tana è molto complessa, scavata nel terreno, anche in aree umide su rilievi non soggetti ad inondazioni, è formata da numerosi cunicoli e provvista tasso-2di più ingressi. La tana è abitata da famiglie composte anche da più esemplari. Caratteristica è la “latrina”, una buca poco distante dalla tana dove tutti i soggetti di quella tana defecano. 

“È specie ad ampia diffusione – si legge in una nota stampa del consorzio di gestione dell’oasi - con areale paleartico che comprende gran parte dell'Europa e dell'Asia. In Italia è presente nell’intera penisola ad esclusione delle isole”. 

“Nelle aree più fredde – si legge ancora nel comunicato del consorzio - compie letarghi invernali consumando i grassi di riserva accumulati in estate. È possibile osservare le tracce lasciate sul terreno durante la notte: impronte in cui sono ben visibili le cinque dita e le unghie. È un semi-plantigrado poiché poggia durante la deambulazione quasi per intero la pianta dei piedi. Il periodo della riproduzione è in primavera, cui segue l’allattamento della prole per circa due mesi”.

“Un tempo – si apprende ancora dalla nota del consorzio - la specie era attivamente cacciata. Venivano utilizzate le carni, in autunno grasse ed assimilate a quelle del maiale, e veniva usata la pelle per costruire ‘guarnimenti’ per cavalli. Oggi è protetta dalla legge.  La sua presenza è in relazione a quella di habitat naturali e, quindi, localizzata e puntiforme in Puglia”. 

Torre Guaceto, dunque, rappresenta anche per questa specie una roccaforte importante dove vivono numerosi esemplari. 

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