Cronaca Carovigno

Torre Guaceto tra mire politiche e super poteri. Ora chissà chi arriverà

Ci vuole poco a rompere anche il più bello dei giocattoli, e l'Area marina protetta e la Riserva naturale dello Stato di Torre Guaceto lo sono. Questo grave danno ad una delle principali risorse turistiche della provincia di Brindisi e della Puglia può farlo la politica

CAROVIGNO – Ci vuole poco a rompere anche il più bello dei giocattoli, e l’Area marina protetta e la Riserva naturale dello Stato di Torre Guaceto lo sono. Questo grave danno ad una delle principali risorse turistiche della provincia di Brindisi e della Puglia può farlo la politica, se inserisce la presidenza del Consorzio di Gestione di Torre Guaceto nel valzer delle spartizioni di poltrone e poltroncine. In parte ciò già è avvenuto con il consiglio di amministrazione: basta prendere in mano i curriculum dei consiglieri per rendersi conto che non si tratta né di botanici, né di biologici marini, né di agronomi, né tanto meno di geologi e neppure di ambientalisti.

Mariella Milani, presidente del Consorzio di gestione di Torre Guaceto-2Non c’è limite alla presunzione di chi detta gli equilibri delle barcollanti maggioranze amministrative di questo territorio: con un pacchetto di voti personali e un diploma si può scalare il mondo. Certo, se – nel caso di Torre Guaceto - gli chiedi cos’è la biocenosi qualcuno lo metti in imbarazzo, ma loro non hanno pensato di aver come mission quella di ripristinare le dune, la macchia, combattere l’erosione. A quello tanto ci pensa la struttura tecnica. E a Torre Guaceto la struttura tecnica si chiama, da sempre, Alessandro Ciccolella, il direttore della riserva (Nella foto, Mariella Milani).

La lunga strada verso gli attuali livello di autofinanziamento, i progetti ambientali, la partecipazione ai bandi europei e agli Interreg Italia-Grecia e Italia-Albania (quindi l’internazionalizzazione di Torre Guaceto), la gestione delle visite, il marketing e l’immagine dell’Amp e della riserva terrestre, le iniziative per la prevenzione degli incendi, tutto porta la sua firma. E’ lui il deus ex machina, c’è poco da fare. Lo è sempre stato da quando lavora per Torre Guaceto. Un plenipotenziario di fatto, che però ha tirato la carretta.

Da sinistra, Alessandro Ciccolella ed Enzo Epifani-3Ma dal 29 marzo 2013 lo è diventato anche formalmente, con il conferimento della procura speciale da parte del presidente pro tempore, Enzo Epifani, a “tutto”, ad ogni funzione amministrativa, dalle assunzioni e licenziamenti, alle azioni per la riscossione di finanziamenti presso gli enti pubblici, all’assegnazione di appalti ed incarichi, alla assegnazione di sub-deleghe. La sua firma sino a questa sera poteva andare in calce ad ogni decisione ed iniziativa. Epifani aveva proposto al consiglio di amministrazione dell’epoca questo trasferimento di poteri a Ciccolella, e il cda aveva approvato questa super procura speciale il 25 gennaio del 2013 (Nella foto, da sinistra Sandro Ciccolella ed Enzo Epifani).

Chissà perché, questa decisione. Allora c’era un’altra maggioranza politica a Carovigno, ma già soffiava il vento di Mimmo Mele e si sapeva che uno dei suoi primi passi, se fosse diventato sindaco, sarebbe stato quello di applicare a fondo lo spoil system a Torre Guaceto: Ciccolella non poteva cambiarlo, ma il presidente sì perché è una competenza diretta ed esclusiva del sindaco di Carovigno, mentre quello di Brindisi nomina il vice. Secondo alcuni, perciò, il trasferimento di tutti i poteri che contano a Ciccolella sarebbe stata una mossa politica per rendere problematico il percorso del nuovo presidente che Mele avrebbe designato.

Mimmo Mele-3-4Ora, senza starsi a chiedere se tale ipotesi sia fondata, o se si sia trattato solo di un gesto disinteressato per garantire la continuità del lavoro svolto, bisogna invece chiedersi se è possibile che il nuovo consiglio di amministrazione, e il nuovo presidente, la giornalista Mariella Milani, fossero all’oscuro o meno della super delega in base a cui Ciccolella gestiva ogni aspetto della vita dell’area protetta. Di mesi ne sono passati abbastanza, ma il coperchio della pentola è saltato solo il 4 novembre, nel corso di sedute del cda e dell’assemblea svoltesi quel giorno e che devono essere state tempestose: “…dopo aver vissuto l’esperienza del cda e dell’assemblea che si sono svolti il 4 novembre, mi trovo costretta a rassegnare le mie dimissioni”, ha scritto Mariella Milani il 6 novembre in una lettera al sindaco Mele (Nella foto, Mimmo Mele).

“Ritengo infatti impossibile proseguire nel mandato che mi è stato affidato e che viene limitato da comportamenti poco collaborativi e fortemente limitativi delle mie prerogative e dell’incarico che mi è stato affidato per il rilancio mediatico e organizzativo della riserva”, ha spiegato sinteticamente la giornalista lasciando le chiavi del suo ufficio nel complesso del castello di Carovigno. Si dice che la Milani non sapesse della delega speciale, ma questo è a quanto pare il punto di rottura della sua breve esperienza di presidente di Torre Guaceto. Il conflitto è con i poteri di Ciccolella. Il cda, tardivamente da un punto di vista degli interessi politici della nuova maggioranza, non si sa se fortunatamente o meno dal punto di vista di quelli di Torre Guaceto, ha chiuso la questione accettando le dimissioni della Milani da un lato, e revocando contestualmente la procura speciale a Ciccolella, e inviando ogni atto alla stessa connesso al Ministero dell’Ambiente per la valutazione di opportunità, conformità o legittimità che dir si voglia.

La spiaggia di Pennagrossa, a Torre Guaceto, una delle più gettonateOra non resta che attendere la designazione del nuovo presidente da parte di Mele. Sarà un presidente con più poteri, si spera – come abbiamo rimarcato nell’articolo della collega Roberta Grassi – anche con competenze specifiche. Ma bisogna anche aspettarsi, ovviamente, la solita nomina politica, magari con la targa di una parte che sia compatibile o totalmente identificabile con quella del sindaco. Alessandro Ciccolella, che ha lavorato senza procure speciali prima del marzo 2013, dovrebbe continuare a farlo anche dopo il 18 novembre 2014, in attesa delle determinazioni del ministero (Nella foto, la spiaggia di pennagrossa a Torre Guaceto).

Intanto attorno alla riserva, in esponenziale crescita turistica, tanto da destare anche qualche perplessità in chi vorrebbe una minore pressione antropica – nel senso di bagnanti - sulla costa di Torre Guaceto, si scontrano altri interessi che rientrano però nella stretta competenza delle forze dell’ordine e della procura della Repubblica: incendi di auto, aggressioni, che rilevano come le acque e le spiagge di Guaceto siano al centro di contese di segno malavitoso. Anche su questo non resta che attendere che si faccia luce.

Gallery

Si parla di

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Torre Guaceto tra mire politiche e super poteri. Ora chissà chi arriverà

BrindisiReport è in caricamento