Mercoledì, 20 Ottobre 2021
Cronaca Torre Santa Susanna

Gestione dei beni confiscati ai Bruno, l'Antiracket risponde al sindaco di Torre

Posto che prima del sottoscritto, la notizia della proroga 30 giorni richiesta dai comuni di Torre Santa Susanna e di Oria all’amministratore dell’agenzia dei beni confiscati di mantenere ancora la gestione degli stessi, era stata riportata e sottoposta da varie ed autorevoli testate giornalistiche

TORRE SANTA SUSANNA - Riceviamo e pubblichiamo la risposta del coordinatore provinciale Paride Margheriti dell'associazione Antiracket Antimafia al sindaco di Torre Santa Susanna Michele Saccomanno riguardo ai beni confiscati alla famiglia Bruno e assegnati ai comuni di Torre Santa Susanna d Oria.

"Posto che prima del sottoscritto, la notizia della proroga 30 giorni richiesta dai comuni di Torre Santa Susanna e di Oria all’amministratore dell’agenzia dei beni confiscati di mantenere ancora la gestione degli stessi, era stata riportata e sottoposta da varie ed autorevoli testate giornalistiche. Mi ritrovo mio malgrado a dover rispondere al sindaco Saccomanno su di un tema su cui non ci dovrebbe essere nulla da discutere, se non ci fosse però ancora quello sgradevole stile del politico  di turno di volersi arrampicare sugli specchi asserendo anche una serie di cose inesatte o comunque che offendono l’intelligenza del lettore, nascondendosi dietro frasi fatte del dovere morale nei confronti dei cittadini, quando il dovere morale dovrebbe imporre una forte, costante e continua presa di posizione contro ogni forma di criminalità organizzata".

"Premesso che come sottolineato non era e non è intenzione alcuna di entrare in polemiche con il politico di turno qualsiasi sia la sua fazione politica, ribadendo che su tematiche del genere si dovrebbe essere tutti uniti, non si poteva tacere dinnanzi ad un’anomalia (se pur concessa da normativa) di richiedere da parte di due comuni quali Oria e Torre Santa Susanna una proroga di 30 giorni nell’affidamento della gestione di beni confiscati alla criminalità organizzata, mentre altri due comuni quali Mesagne e San Pancrazio Salentino non esitano un istante. Fa ancora più specie se il settanta per cento del patrimonio confiscato ricade proprio negli stessi comuni, beni confiscati a seguito di un accertamento fiscale da parte della guardia di finanza alla famiglia Bruno, già pesantemente colpita dall’operazione canali il cui sfondo con l’affare dell’eolico e collusione con la politica lo ricordiamo tutti".

"Sono parzialmente soddisfatto della risposta del sindaco Saccomanno, che fa bene  a ricordare mi conosca da tempo, ma  mentre da un lato dichiara di voler mettere a disposizione dei cittadini di Torre i beni confiscati, e di questo ne siamo ben lieti specie se abbiamo contribuito per quel dovere morale di cui parla il sindaco nella sua replica. Dall’altro motiva la proroga di 30 giorni dicendo che è “al solo fine di poter individuare un soggetto giuridico, libero da condizionamenti, che potesse al meglio valorizzare e rendere proficui i beni assegnati”, il sindaco Saccomanno che invita noi ad informarci dovrebbe sapere che  l’individuazione di soggetti a cui affidare un bene confiscato dovrebbe passare attraverso la pubblicazione di un regolare bando indetto dal comune rivolto ad associazioni, cooperative e comunità ecc. a presentare progetti finalizzati ad un’economia legale cosi come fanno tutti i comuni d’Italia a cui sono affidati beni confiscati,  e per fare questo servono 30 giorni di proroga?"

"Sarebbe interessante comprendere le procedure di individuazione quale siano il “passa parola”?  in considerazione che ad oggi sul sito del comune di Torre S.S. non esiste l’ombra di questo e siamo all’8 ottobre, e stando al fatto che si parla di beni confiscati da inserire nell’economia legale l’individuazione non può essere personale ma basata su criteri oggettivi. A parte questo il punto è: c’era necessità di una proroga? Mesagne e  San Pancrazio lo faranno di certo, ma senza alcuna proroga, e soprattutto ci spiace non sia stato recepito il messaggio che doveva essere quello di una forte e seria presa di posizione da parte dell’istituzione Comune senza alcun momento di esitazione. Al sindaco di Torre Santa Susanna non permetto di dire che è facile parlare, a nome mio e di tutti gli associati che con rischi e conseguenze annesse già subite, ci mettono la faccia ogni giorno, come anche  in questo caso, semmai è facile replicare, stia sereno può dare la colpa a noi".

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