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L’autopsia non scioglie il giallo dell’accoltellatore suicida: tanti dubbi

Dall’autopsia eseguita sul corpo del 34enne Luigi De Punzio trovato carbonizzato all’alba del 2 gennaio scorso non sarebbero emersi elementi che possano portare gli investigatori su altre strade diverse da quella del suicidio ma gli accertamenti non sono conclusi, i risultati di alcuni prelievi saranno resi noti nei prossimi giorni

TORRE SANTA SUSANNA – Dall’autopsia eseguita sul corpo del 34enne Luigi De Punzio trovato carbonizzato all’alba del 2 gennaio scorso non sarebbero emersi elementi che possano portare gli investigatori su altre strade diverse da quella del suicidio ma gli accertamenti non sono conclusi, i risultati di alcuni prelievi saranno resi noti nei prossimi giorni. Sulle indagini, poi, si mantiene lo stretto riserbo e questo fa capire che la vicenda è tutt’altro che chiarita. La salma del 34enne, ritenuto anche responsabile di un accoltellamento compiuto poche ore prima del presunto suicidio ai danni della ex e del suo nuovo fidanzato, ricoverati rispettivamente negli ospedali di Bari e Lecce, giungerà nella sua abitazione in via Palmiro Togliatti a Torre, nella tarda mattinata di oggi e alle 15 saranno celebrati i funerali presso la Chiesa Madre.

Una comunità sconvolta quella di Torre Santa Susanna dove la sera di Capodanno si è consumata una tragedia, la cui dinamica è ancora avvolta nel mistero. C’è una giovane coppia, Federica Guzzo 25 anni e Daniele Scredi 28 anni ricoverata con ferite di arma da taglio alla gola e al torace, la Guzzo anche al fegato, è stata poi trasferita in gravi condizioni al La stazione carabinieri di Torre Santa Susanna 2-2-3Policlinico di Bari. Poi c’è un ragazzo di 34 anni, Pierluigi De Punzio, ex fidanzato della 25enne (sono stati insieme oltre 10 anni) trovato morto carbonizzato nei pressi di un furgone in un terreno alla periferia del paese di proprietà della famiglia. L’accoltellamento, pare ad opera del 34enne si è verificato alla zona industriale di Torre. Lì è stata trovata la giovane agonizzante la sera di Capodanno da un’ambulanza del 118, chiamata da alcune persone presenti sul posto.

Nelle vicinanze c’era l’auto del 34enne schiantata contro un pilastro di cemento, sul sedile del passeggero c’era un fucile da caccia con la sicura ancora inserita. Daniele Scredi, invece, era stato accompagnato dal fratello a una postazione del 118 di Torre e poi trasferito al Perrino di Brindisi. Tra il luogo del ferimento e l’abitazione del nonno di De Punzio, dove era parcheggiato il furgone trovato poi nelle campagne di contrada Lu Bello, anche questo carbonizzato, ci sono tracce di sangue. Sia sull’asfalto che sulla maniglia della porta che conduce nel garage.

Si ritiene che dopo l’accoltellamento De Punzio si sia recato a casa del nonno per prendere l’autocarro un Iveco Daily facendo però percorsi che non trovano una logica. Le tracce di sangue compaiono a circa 200 metri dall’abitazione del accoltellamento e suicidio torre-2nonno. Qui sorgono i primi dubbi. Ci sono altre persone coinvolte nella vicenda? Il 34enne è stato accompagnato da qualcuno fino al posto dove cominciano le tracce di sangue? È rimasto ferito in seguito all’incidente o anche lui è stato preso a coltellate? Come ha fatto a schiantarsi? Secondo i primi risultati dell’autopsia non sarebbero emersi segni di violenza ma il quadro della situazione non è ancora del tutto chiaro. Non sono nemmeno ancora state chiarite le dinamiche dell’incontro.

Daniele Scredi è stato ascoltato dagli investigatori, sul caso indaga il Nucleo investigativo del Reparto operativo del comando provinciale di Brindisi, al comando del tenente colonnello Alessandro Colella e i colleghi della compagnia di Francavilla Fontana, diretta dal capitano Nicola Maggio. Scredi avrebbe fornito la sua versione della vicenda chiarendo molti punti e anche su questo si mantiene lo stretto riserbo. La sua fidanzata, con la quale ha allacciato una relazione dall’estate scorsa, non è ancora in condizioni di parlare. C’è poi da capire perché De Punzio si è recato sul luogo dell’aggressione sia con un fucile che con un coltello. Sempre che il coltello lo abbia portato lui. L’arma è stata trovata qualche giorno dopo sotto a un cespuglio nelle campagne di Torre e sarà sottoposta a tutti i rilievi necessari per capire se le tracce di sangue trovate sulla lama (lunga 18 cm) e sul manico appartengono solo alla coppia ferita o anche all’aggressore o, ancora, ad altri soggetti.

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