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Un gruppo di passeggeri che restò bloccato nel terminal di Costa Morena

Un gruppo di passeggeri che restò bloccato nel terminal di Costa Morena

Traghetto Larks: tour operator e agenzia condannati a risarcire una comitiva

Un gruppo di giovani vide andare la vacanza presso l'isola di Corfù in fumo a seguito dell'avaria del traghetto. Nuova vittoria legale per gli avvocati dell'Adoc Brindisi

BRINDISI- Un’agenzia di viaggi lucana e un tour operator brindisino sono stati condannati a risarcire un gruppo di giovani residenti fra la Campania e la Lucania che vide andare in fumo una vacanza programmata a Corfù, a seguito delle note vicende riguardanti il traghetto Larks, l’imbarcazione che la sera dell’8 agosto restò bloccata presso il porto di Corfù a causa di un’avaria, costringendo decine di passeggeri a trascorrere la notte presso il terminal di Costa Morena (gran parte di questi il giorno successivo fu costretta a rientrare a casa, al culmine di un giornata infernale).

I ragazzi acquistarono un pacchetto turistico comprendente sette pernottamenti in appartamento, dal 21 al 29 agosto, al costo di 340 euro a avvocati marco masi e marco elia-2persona. Il Larks sarebbe dovuto partire alle ore 20,30 da Brindisi, con arrivo a Corfù stimato per le ore 5 del giorno successivo. Ma il 19 agosto (un paio di giorni prima della partenza), il tour operator,  vista l’indisponibilità del Larks, tramite l’agenzia di viaggi lucana comunicò delle variazioni del programma (partenza da Bari anziché da Brindisi, con la motonave Venturis, e rientro da Igoumenitsa, con motonave Grimaldi), che non vennero accettate dai viaggiatori.

Questi comunicarono per tempo al tour operator il rifiuto delle variazioni proposte, “in quanto le stesse comportavano un aggravio delle condizioni contrattuali, sia in termini di tempo, per la durata complessiva del viaggio, sia dei costi, dovendo provvedere gli stessi a propria cura e spese al trasferimento da Corfù ad Igoumenitsae e, pertanto, comunicarono la loro intenzione di recedere dal contratto ai sensi dell’art. 40 e 41 del Codice del Turismo, senza pagamento di penali, con rimborso della somma già corrisposta”.

I consumatori si rivolsero agli avvocati dell’Adoc Marco Elia e Marco Masi (foto a destra) per far valere i propri diritti. Dopo il vano tentativo di recuperare la somma versata tramite ripetuti solleciti e lettera di messa in mora, i giovani, sempre avvalendosi dell’assistenza dell’Adoc, decisero di citare in giudizio il tour operator brindisino. E il giudice di pace di Brindisi, Maria Romanazzi, ha premiato la loro perseveranza, emettendo una sentenza di condanna in solido per l’agenzia di viaggi lucana ed il tour operator brindisino che dovranno restituire la quota di 340 euro pro capite ed ha condannato anche, in solido tutte le parti (agenzia, Tour operator ed assicurazione)  al risarcimento dei danni morali patiti dai giovani turisti.       

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