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Marco Russo

Marco Russo

Traditi dai gioielli, presi 2 rapinatori

BRINDISI - Avevano in casa i gioielli della rapina da 160mila euro che avevano messo a segno, secondo gli investigatori, a Nardò il 3 agosto scorso. Si tratta di due giovani brindisini, Marco Russo di 22 anni e Davide Di Lena, di 24 anni, arrestati stamani su ordinanza dopo indagini congiunte della sezione Antirapina della Squadra mobile di Brindisi, del commissariato di Nardò e della Squadra Mobile di Lecce.

BRINDISI - Avevano in casa i gioielli della rapina da 160mila euro che avevano messo a segno, secondo gli investigatori, a Nardò il 3 agosto scorso. Si tratta di due giovani brindisini, Marco Russo di 22 anni e Davide Di Lena, di 24 anni, arrestati stamani su ordinanza dopo indagini congiunte della sezione Antirapina della Squadra mobile di Brindisi, del commissariato di Nardò e della Squadra Mobile di Lecce.

La coppia di brindisini, uno dei quali, Marco Russo, si trovava ai domiciliari per un altro assalto compiuto a Martina Franca il 21 agosto, un paio di settimane dopo i fatti di Nardò, aveva fatto ingresso nella centralissima oreficeria "Re dell'Oro", con il volto scoperto. I proprietari e le commesse erano stati legati con delle fascette e perfino imbavagliati, difatti alla coppia di brindisini è stato anche contestato il sequestro di persona.

Il colpo fu messo a segno alle 10.40 del mattino: i due si finsero interessati all'acquisto di gioielli. All'interno dell'attività commerciale c'erano altri clienti, compresa una coppia con un bambino di pochi anni, che furono fatti uscire. Uno dei brindisi afferrò la commessa per il collo e le puntò la pistola alla tempia. L'altro colpì il proprietario a una spalla, lo spinse per terra e gli legò mani e piedi con le fascette di plastica chiudendogli la bocca con il nastro adesivo. I due presero tutto quel che potevano e fuggirono via.

Solo dopo qualche minuto una dipendente, tagliando le fascette dopo essere riuscita a prendere una forbice da un cassetto del bancone, riuscì a dare l'allarme e giunsero sul posto gli agenti del vicinissimo commissariato di Nardò, che avviarono le indagini partendo da un dato certo. I banditi non erano del posto, altrimenti non avrebbero rischiato così tanto, facendo ingresso nella gioielleria con il volto scoperto.

E' stato il confronto con altri episodi simili a consentire agli investigatori di stringere il cerchio fino a che gli uomini della sezione antirapina della Mobile, coordinati dall'ispettore Giancarlo Di Nunno e dal vice dirigente Alberto Somma, non hanno deciso di eseguire alcune perquisizioni. Trovati i gioielli, è stata la volta del riconoscimento fotografico. Alle vittime sono state mostrate le foto segnaletiche dei sospettati i quali sono stati riconosciuti come gli autori dei fatti caratterizzati da una violenza inaudita, forse anche ingiustificata.

Stamani sono state notificate le due ordinanze di custodia cautelare in carcere firmate dal gip Alcide Maritati. Buona parte del bottino è stata recuperata e restituita ai proprietari. Marco Russo era già stato catturato circa tre settimane dopo, la sera del 21 agosto, a Martina Franca da una volante del commissariato locale, per l'assalto fallito alla gioielleria "Kloof". Un arresto in flagranza di reato, assieme all'altro brindisino Vitantonio Cocciolo. Il terzo complice, Danilo Casale, fu catturato invece il giorno dopo a Brindisi, sempre dalla sezione antirapina della Mobile assieme ai colleghi del commissariato di Martina Franca.

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