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Unità cinofila della Finanza

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Traffico di coca, preso anche ostunese

TARANTO – C'è anche un brindisino coinvolto nell'operazione “Neve Tarantina”, condotta dai Comandi provinciali dei carabinieri e della Guardia di Finanza di Taranto che ha portato all'esecuzione questa mattina di 30 ordinanze di custodia cautelare.

TARANTO - C'è anche un brindisino coinvolto nell'operazione "Neve Tarantina", condotta dai Comandi provinciali dei carabinieri e della Guardia di Finanza di Taranto che ha portato all'esecuzione questa mattina di 30 ordinanze di custodia cautelare per traffico internazionale di stupefacenti ed armi. Si tratta dell'ostunese Ferruccio Balestrieri, 62 anni, pescivendolo, già noto alle forze dell'ordine. Dei 30 provvedimenti cautelari, 17 sono finiti in carcere, 8 agli arresti domiciliari e 5 sono stati raggiunti da provvedimenti di obbligo di dimora (video).

Le porte del carcere si sono aperte per: Ferruccio Balestrieri, Ciro Bianco, Christian Briganti, Aldo Catapano, Giuseppe Ciracira, Domenico Di Gioia, Fabio Ferrigni, Francesco Gaeta, Ottavio Gentile, Cesare Giliberti, Daniele Leale, Francesco Leale, Paolo Locorotondo, Salvatore Maglie, Cataldo Missiano, Michele Puce, Cosimo Vena.

Ai domiciliari, invece sono finiti: Mirko Albano, Antonio Durante, Nicola Gentile, Nuderin Kiptiu, Ivano leale, Angelo Murciano, Roberto Mastrovito, Luciano Merletto. Obbligo di dimora, invece, per: Costantino Bianchini, Alessandro Lanzafame, Pietro Loscialpo, Francesco Leone, Ante Sandoval Sandra Patricia.

Balestrieri era uno dei finanziatori del gruppo. Da quanto emerge dall'ordinanza, per fornire denaro all'associzione si sarebbe anche messo nei guai con le banche. Gli arresti sono stati operati dai carabinieri del Nucleo investigativo del Reparto operativo del comando provinciale di Taranto e dai finanzieri del Nucleo di polizia tributaria del comando provinciale di Taranto, coadiuvati nella fase esecutiva dai militari delle compagnie carabinieri di Taranto, Manduria, Massafra, Martina Franca e Castellaneta, con il supporto di un elicottero del 6° Elinucleo carabinieri Bari Palese ed unità cinofile antidroga ed antiesplosivo del Nucleo carabinieri Cinofili di Modugno e dei comandi provinciali del posto, per i rispettivi territori di competenza: Taranto, Bari, Brindisi, Matera e Pescara.

L'ordinanza è stata emessa dal gip del Tribunale di Lecce Antonia Martalò su richiesta del sostituto procuratore Alessio Coccioli della Direzione distrettuale antimafia di Lecce. Le accuse a vario titolo sono "associazione per delinquere finalizzata al traffico, anche internazionale, detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti con aggravante della disponibilità di armi e munizioni".

A capo dell'organizzazione c'era Aldo Catapano pluripregiudicato di Taranto, referente di spicco dell'omonimo gruppo criminale operante nella borgata Talsano del capoluogo jonico. Le indagini sono state avviate nel primo trimestre 2009 e fin da subito hanno permesso di accertare che Catapano, detto "Alduccio", figlio del più noto pregiudicato appartenente agli storici gruppi della mala tarantina Giuseppe, si era ricavato una rilevante posizione nell'ambito degli equilibri criminali tarantini, gestendo una fitta rete di giovani emergenti, dediti al lucroso traffico e spaccio delle sostanze stupefacenti.

Le attività condotte dai carabinieri, nella cui informativa sono confluite le risultanze della Guardia di finanza, hanno consentito di verificare come "Alduccio", per la gestione dei suoi traffici illeciti, si avvaleva della strettissima collaborazione di Daniele Leale (nipote del più noto Franchino Leale, appartenente alla "vecchia guardia" facente capo ai fratelli Modeo, che negli anni '80 '90 operava nel settore del diffuso traffico e spaccio degli stupefacenti in Taranto).

Nel corso delle indagini sono stati individuati tre canali di rifornimento dello stupefacente da far giungere a Taranto: uno colombiano, attraverso la Spagna, uno barese, dal quartiere Japigia e l'altro calabrese, con provenienza da Gioia Tauro, piazza rigidamente gestita dalla 'ndrangheta, per il tramite della Basilicata, in particolare da Scanzano Jonico, con il trasferimento a Taranto di ingenti quantitativi di cocaina ed eroina.

Attraverso i contatti con il gruppo calabro-lucano il gruppo Catapano, attraverso Ottavio Gentile e Cataldo Missiano, è riuscito poi ad intavolare trattative finalizzate non solo all'acquisto di stupefacente, ma anche di armi trasferite a Taranto, alcune anche sequestrate durante l'operazione.

L'indagine ha consentito, inoltre, di individuare un laboratorio clandestino per il taglio e confezionamento dello stupefacente, tagliato anche con anfetamine e farmaci antimeteorici, del quale i carabinieri hanno documentato, con inequivoche videoriprese, le attività illecite sequestrando tutto il materiale occorrente per la completa attività dell'impianto. Dalle attività tecniche è emerso che un indagato, durante le operazioni di taglio, avendo respirato stupefacente, era stato male per una settimana, munendosi poi di tappi, fazzoletto ed occhiali, per operare.

Il nome dell'operazione deriva dalla parola in codice usata dai sodali per indicare la cocaina e cioè "neve". Nel corso delle perquisizioni di oggi sono stati rinvenuti e sequestrati, presso l'abitazione di Giuseppe Ciracira 1,150 chili di cocaina con elevata percentuale di purezza, tagliata con un farmaco, il cui principio attivo è usato come antiparassitario in veterinaria, nonché una mitraglietta, una pistola due fucili ad aria compressa, munizioni e ricetrasmittenti.

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