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Cronaca

Traffico di droga, condanne pesanti

BRINDISI - Droga a fiumi dalle Alpi fino al tacco d’Italia, e condanne pesanti per traffico e per singoli episodi di spaccio di sostanze stupefacenti, business finito sotto la lente dei magistrati della Dda di Lecce. Nel pomeriggio di oggi il collegio presieduto dal giudice Francesco Aliffi, ha messo il punto, in primo grado al processo “Appia” nato da un’inchiesta che nel 2010 portò all’arresto di 13 persone. Sono nove condanne e una sola assoluzione.

RINDISI - Droga a fiumi dalle Alpi fino al tacco d'Italia, e condanne pesanti per traffico e per singoli episodi di spaccio di sostanze stupefacenti, business finito sotto la lente dei magistrati della Dda di Lecce. Nel pomeriggio di oggi il collegio presieduto dal giudice Francesco Aliffi, ha messo il punto, in primo grado al processo "Appia" nato da un'inchiesta che nel 2010 portò all'arresto di 13 persone. Sono nove condanne e una sola assoluzione.

Quattordici anni a fronte dei quindici richiesti dal pm Alberto Santacatterina, sono stati inflitti ad Antonio Guzzo, 31 anni, di Brindisi, difeso dall'avvocato Laura Beltrami. Quindici anni, a fronte di una richiesta pari a dodici anni e quattro mesi per Giuseppe Gerardi, 42 anni (difeso dall'avvocato Ladislao Massari) già noto perché tra gli imputati del processo "Berat" per associazione per delinquere di stampo mafioso.

Poi dieci anni e sei mesi (richiesta di dodici anni) per Sandro Antonino, assistito dall'avvocato Laura Beltrami, cinque anni e sei mesi (tre anni la richiesta) per Giancarlo Bagorda, 38 anni difeso dall'avvocato Daniela Faggiano; assolto (sei anni e sei mesi la richiesta) Alessandro Elia, 29 anni difeso da Marcello Tamburini e Laura Beltrami.

Due anni e sei mesi (sei anni e sei mesi la richiesta) per Roberto Maggio, 36 anni, difeso da Ladislao Massari; 4 mesi (tre anni la richiesta) per Roberto Rillo, 47 anni (difeso da Daniela D'Amuri); sei anni (sette anni la richiesta) per Vincenzo Schiavone, 34 anni difeso dall'avvocato Rosanna Saracino; due anni (sei anni e sei mesi la richiesta) per Angelo Sinisi, 25 anni, difeso da Laura Beltrami, undici anni e quattro mesi a fronte di una richiesta di dodici anni per Gabriele Laritonda, 31 anni, (avvocato Daniela D'Amuri).

Secondo quanto stabilito nel corso delle indagini il gruppo si occupava per lo più di cocaina e hascisc. A guidare il gruppo Giuseppe Gerardi che riusciva a gestire il business anche dal carcere grazie al fratello Giovanni. Quindi i luogotenenti (così furono definiti dai carabinieri) Sandro Antonino e Antonio Guzzo, mentre all'approvvigionamento della droga pensano Salvatore Martena e Vincenzo Schiavone.

A costoro era stata contestata l'associazione per delinquere finalizzata al traffico della droga. Agli altri invece è stato contestato solo lo spaccio delle sostanze stupefacenti. In cinque avevano affrontato il processo con rito abbreviato.

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