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Controlli dei carabinieri

Controlli dei carabinieri

Traffico di droga: sgominati tre clan

“Batteria”, “olio” e “scimmia”, le parole in codice: ma erano fiumi di droga quelli che viaggiavano lungo le province di Taranto e Brindisi, rifornendo puntualmente anche le piazze di Francavilla Fontana e Ostuni. A San Giorgio Ionico, la base operativa dell’organizzazione. E ramificata lungo l’asse ionico salentino una fitta rete di spaccio.

"Batteria", "olio" e "scimmia", le parole in codice: ma erano fiumi di droga quelli che viaggiavano lungo le province di Taranto e Brindisi, rifornendo puntualmente anche le piazze di Francavilla Fontana e Ostuni. A San Giorgio Ionico, la base operativa dell'organizzazione. E ramificata lungo l'asse ionico salentino una fitta rete di spaccio. Due anni di indagini, quindi il blitz, frutto di una brillante e sinergica azione investigativa dei carabinieri di San Giorgio e del Nucleo operativo di Martina Franca che ha messo alle strette soggetti dediti esclusivamente ad attività criminose sfruttando senza scrupolo il disagio degli assuntori.

Battezza "Trilogy", l'operazione è scattata nelle prime ore di questa mattina e ha visto impegnati i carabinieri della stazione di San Giorgio e della Compagnia di Martina Franca, in collaborazione con i militari di Francavilla e della Città bianca. 21 le ordinanze di custodia cautelare emesse dal Gip del Tribunale Taranto, Giuseppe Disabato, di cui 8 in carcere e 13 ai domiciliari. I reati contestati spaziano dalla detenzione al traffico in concorso di ingenti quantità di sostanze stupefacenti.

Le indagini, avviate nell'ottobre del 2007 e protrattesi sino al febbraio del 2009, hanno permesso di smascherare una fitta rete di spacciatori operanti sul territorio di San Giorgio e nei comuni limitrofi, con ramificazioni anche nei due centri del brindisino.

La sostanza spacciata, prevalentemente hashish ma anche cocaina, era diventata l'unica fonte di guadagno per interi nuclei familiari. In particolare dall'attività investigativa è emersa l'esistenza di gruppi di persone legate tra loro da rapporti di amicizia e parentela. Tre i gruppi riconoscibili e comunque connessi tra di loro. Il più numeroso (dieci componenti) farebbe capo al pregiudicato Michele Castelli (41 anni, di San Giorgio) tradotto in carcere a Taranto insieme alla moglie Daniela Tocci (35 anni, anche lei di San Giorgio).

Il secondo sarebbe riconducibile ad un altro pregiudicato di San Giorgio, Agostino Savino ( 38 anni), già sorvegliato speciale, che assieme a cinque suoi stretti "assistenti" operava sempre su San Giorgio, procacciando clienti anche agli altri gruppi. Infine il terzo gruppo, capeggiato da Cosimo Marinelli (34 anni) con i concorso della moglie, Alessandra Vetere (34 anni) e il nipote Antonio Marinelli (27 anni).

L'attività d'indagine ha permesso ai militari di registrare molteplici riscontri che nei mesi scorsi avevano consentito alle forze dell'ordine di mettere a segno anche otto arresti in flagranza di reato e di sequestrare ingenti quantitativi di "droga".

La sostanza, lo si comprende dall'analisi delle intercettazioni telefoniche, era chiamata "batteria" o "olio" e addirittura "scimmia" a seconda delle circostanze, del tipo di richiesta e della quantità. Tra gli arrestati anche il pregiudicato francavillese Paolo Alfonzetti (29 anni), che per conto dello zio, Michele Castelli (41 anni, pregiudicato, di San Giorgio), operava lo spaccio su Francavilla Fontana. Legato al medesimo sodalizio anche Giuseppe Caprino (44 anni, censurato, originario di Francavilla Fontana e residente a Grottaglie, finito ai domiciliari). A gestire la piazza di Ostuni, invece, ci pensava Antonio Bruno (24 anni, originario di San Giorgio e residente da alcuni anni nella Città bianca).

I militari della Compagnia di Martina, insieme al personale dell'Arma della Stazione della Città bianca, gli hanno notificato l'ordinanza cautelare (con il beneficio dei domiciliari) presso la sua abitazione, in via Niccolò Piccinni, nei pressi di Viale Crispi, ad Ostuni, dove da alcuni anni si è trasferito, proprio per motivi che gli inquirenti ritengono legati alla gestione dell'attività di spaccio.

Sia Bruno che i due pusher di Francavilla facevano riferimento alla struttura organizzativa di San Giorgio Jonico. Durante l'esecuzione, così come disposto dal Gip su richiesta del Pubblico ministero, sono stati sottoposti a sequestro preventivo anche due immobili, un'abitazione ed una sala giochi di San Giorgio, costanti teatri di spaccio per tutta la durata dell'indagine.

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