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Un momento della conferenza stampa in occasione degli arresti nell'inchiesta Dia

Un momento della conferenza stampa in occasione degli arresti nell'inchiesta Dia

Traffico di droga tra le coste salentine e l’Albania: quarantadue imputati

Udienza preliminare anche per otto brindisini, a conclusione dell'inchiesta della Dda di Lecce chiamata Federico II. Gli arresti il 12 dicembre 2016

BRINDISI – Con l’accusa di traffico di droga tra le coste del Brindisino e del Leccese e l’Albania, i pm dell’Antimafia hanno chiesto il processo per 42 persone, confermando l’accusa alla base degli arresti eseguiti il 12 dicembre 2016, sotto la voce Federico II.

Otto degli imputati, ai quali è stata notificata la fissazione della data dell’udienza preliminare davanti al gup del Tribunale di Lecce, sono brindisini:  Luciano Pagano, 42 anni, di Brindisi; Cristian Quarta, 39, di San Pietro Vernotico, per i quali i difensori, nei giorni scorsi, hanno chiesto l’ammissione al rito abbreviato, scelta processuale che consente di ottenere la riduzione di un terzo della pena, in caso di condanna;  Cristian Alfarano, 43, di Brindisi; Alessandro Caldiron, 34, di Cellino San Marco; Cosimo Candita, 51, di San Pietro Vernotico; Gianluca Candita, 44, di San Pietro, per i quali invece non c’è stata richiesta di ammissione ad alcun rito alternativo. Si sono riservati di comunicare al gup la scelta tra processo ordinario e riti speciali: Vincenzo D’Ignazio, 39, di Brindisi; Yuri Rosafio, 39, di Brindisi. La decisione spetta al gup Cinzia Vergine e dovrebbe arrivare prima della fine dell’estate.

Figura di primo piano, per l’accusa, è Andrea Leo di Vernole al quale gli inquirenti riconducono la gestione del business della droga con il coinvolgimento di familiari. A cominciare dalla compagna Maria Valeria Ingrosso e dal cognato Alessandro Antonucci. Fonti di prova, in aggiunta ai pedinamenti, sono le intercettazioni ambientali rese possibili nel momento in cui è stata nascosta una cimice a casa di Massimo Signore, agli arresti domiciliari, e di Gabriella De Dominicis, sua moglie. In tal modo è stato possibile identificare gli altri.

Di seguito tutte le richieste di rinvio al giudizio del Tribunale: Antonio Accogli, 44 anni, di Scorrano; Mario Accoglie, 42, di Scorrano; Adriano Alessio, 43, di Lizzanello; Alessandro Antonucci, 26, di Lizzanello; Ortis Banda, 36, nato in Albania, ma residente a Maniago; Bilal Bocaj, 49 anni, nato in Albania ma residente a Poggiardo; Kristaq Boci, 47, di Valona; Paola Caputo, 28, di Racale; Francesco De Cagna, 49, di Scorrano; Antonia Gabriella De Dominicis, 55, di Merine; Carmelo De Pascalis, 53, di Cavallino; Pellumb Drenova, 56, nato in Albania ma residente a Montecchio Maggiore; Luca Giannone, 40, di Calimera; Giuseppe Grasso, 47, di Lecce; Alessandro Greco, 33, di Lecce; Anila Hasanaj, 46, nata in Albania ma residente a Lecce; Maria Valeria Ingrosso, 37, di Merine; Andrea Leo, 45, di Vernole; Antonio Leto, 27, di Caprarica; Mario Mandurino, 28, di Lecce; Cosimimo Maggio, 48, nato a Minervino ma residente a Reggio Emilia; Giuseppe Mero, 52, di Cavallino; Gianluca Antonio Spiri, 42, di Racale; Emiliano Sulka, 23, di Lizzanello; Tommaso Tria, 33, di Castromediano; Damiano Pierpaolo Vignacastrisi, 31; Angelo Montinaro, 46, di Caprarica; Francesco Mungelli, 40, di Lecce; Umberto Nicoletti, 40, di Lecce; Pierluigi  Pierri, 28, di Torre San Giovanni; Emanuele Soliberto, 38, di Martina Franca e Nicolò Capone, 23, di Lizzanello. Nel collegio difensivo, gli avvocati: Giacomo Serio, Francesco Cascione, Ladislao Massari, Cinzia Cavallo.

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